PESCA DA TERRA


Quando il mare mosso impedisce la pesca dalla costa, le foci dei fiumi diventano un'oasi dove è ancora possibile dedicarci al nostro sport preferito, scegliere quale pesce insidiare e quale tecnica usare ai fini del cestino pieno.

Testo di Alberto Marchi - foto di A. Costanzo e A. Marchi

e specie ittiche che popolano le acque salmastre di ogni sfociatura, sono un'infinità, soprattutto se le sponde del fiume sono protette da scogli o prismate che le salvaguardano dall'erosione causata dalle forti correnti di piena del fiume o dalle mareggiate che battono la costa. Infatti, alla base degli scogli, trovano rifugio non solo molti pesci propri dei fondi sabbiosi come le ombrine, le sogliole e i rombi, ma anche alcune specie che vivono nelle acque che bagnano le coste rocciose, come le spigole e i cefali che risalgono la corrente fino a qualche chilometro a monte della foce. La maggior parte dei cannisti preferisce dedicarsi ai pesci di una certa taglia, sia per la bontà delle carni e sia per il gusto della cattura in se stessa. Quando le specie pregiate brillano per la loro assenza, per non tornare a casa con le pive nel sacco, conviene trascorrere il tempo piacevolmente dedicandoci ai pesci minori che in certe occasioni si avvicinano alle sponde. Durante l'estate quando il mare mosso batte le spiagge e le scogliere, entrano nei fiumi le trigliette fragoline per trovarvi cibo e riparo.

PREDE MINORI... REGINE DELLA CUCINA MARINARA

Sono pescetti di dieci-quindici centimetri di lunghezza però, se si riesce a prenderne un buon numero, oltre al divertimento, se ne può ricavare anche un bel piatto di ottima e fragrante frittura. Considerata la piccola taglia delle prede, per la pesca si possono usare un paio di leggere canne bolognesi lunghe tre o quattro metri, munite di un vettino abbastanza sensibile e abbinate a un buon mulinello leggero. La bobina viene caricata con un nylon dello 0,20-0,25, in fondo al quale si lega una girella doppia del numero 18-20. Subito al di sopra di questa, si infila nel monofilo l'anello di un'altra girella, più grande della precedente, al cui moschettone si attacca l'occhiello superiore di un piombo a pera da 10-30 grammi, a seconda della forza delle correnti del momento e della distanza alla quale si intende lanciare.


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