SURFCASTING



Allora cari amici lettori, è nostra ambizione fornirvi non solo di una memoria storica circa la nostra disciplina preferita, ma anche di darvi delle buone dritte per affrontare in modo congruo la battuta di surfcasting.

Testo e foto di Mimmo Marfè

bbiamo già discusso circa la possibilità temporale di praticare la nostra pesca in tutti i periodi dell’anno a condizione di adeguarci noi alle condizioni ed ai pesci presenti e non viceversa. Cercare con attrezzi da beach ledgering di affrontare un buon mare formato è l’equivalente di opporsi ad una piatta estiva con cannoni e fili destinati a ben altre turbolenze. Cerchiamo però di chiarire alcuni precisi concetti. Attrezzatura da beach ledgering: funziona con mare calmo o poco mosso solo quando il pascolo dei pesci è a distanza medio-corta ossia non oltre i 70 metri e con piombature comprese tra i 30 ed i 70 grammi.
Nelle condizioni di piatta potremmo avere un pascolo non ravvicinato ma a distanze oltre i cento metri; in questo caso necessitano canne in grado di gestire buone distanze ossia tra gli 80 ed i 130 metri (oltre occorreranno Rip e pendolare o perfetto ground); in questo caso anche se il mare sarà piatto saremo costretti ad utilizzare piombature consistenti (tra i 125 ed i 170 grammi a seconda del filo caricato in bobina).


MARE CALMO? GRANDI CHANCE A PATTO CHE...


Molto spesso in condizioni di calma avremo ancora buone chance di catturare qualche bella preda: nel caso che la battuta sia nel periodo mite di accostata delle orate -generalmente diurna ed a distanze notevoli- o se a portata di lancio inizia una prateria di posidonia o sono presenti formazioni rocciose o di altra natura (tronchi sommersi portati in mare da forti piene di fiumi) che possono offrire stanzialità a molti pesci quali ombrine, corvine, saraghi, talvolta piccole cernie, ma ancora pagelli... e regaliamo un po’ di potere alla fantasia. La foto a destra rappresenta Stefano Passarelli, attuale componente della nazionale di surf casting, con un carniere di ombrine assolutamente da favola. Le condizioni in cui sono state pescate vedeva su di una spiaggia di media profondità, il residuo di una mareggiata ormai agonizzante, ma su quella spiaggia due erano i fattori che la lasciavano preferire. Il primo lo sbocco di un grosso corso d’acqua dolce, il secondo la presenza a distanze variabili tra i 150 ed i 200 metri della fascia di posidonia. La condizione ha obbligato il nostro pescatore a canne da lunghissima distanza e mulinelli di ottima fattura in grado con fili non troppo grossi (0,23) di arrivare nella fascia di pascolo a poche decine di metri dalla prateria e portare in secco pesci di svariati chili. Nella foto in alto in cui lo stesso Stefano è ripreso sempre di giorno, notiamo una coppia di orate; in quei luoghi dove la presenza del pregiato sparide è accertata per periodi non sporadici, una moderata mareggiata diurna può mettere in movimento le orate ma spesso il problema vero è intercettarne la distanza di pascolo.


  NEXT PAGE

TECNICHE DI PESCA  
Pesca da terra  
Pesca dalla barca  
Traina  
Big game  
Subacquea  
Pesca a mosca  
Aziende informano  
     
  ISCRIVITI