PESCA DA TERRA


La piombatura appena illustrata, leggera alla estremità e più pesante in mezzo, serve a far distendere meglio il finale davanti al galleggiante senza creare imbrogli, quando si usa una canna bolognese tanto lunga e dopo aver dato alla lenza un fondo di quattro metri. Prima di iniziare a pescare, conviene sondare il fondo antistante fermando la sonda sulla mignonette più bassa la quale, una volta tolta la sonda, sfiorerà il fondale lasciando il finale libero di svolazzare in corrente e di presentare l'esca davanti alla lenza in modo da attirare senza insospettire le spigole, richiamate in zona dal brumeggio.
Quest'ultimo, inutile dirlo, è formato da una decina di bigattini calati In acqua vicino alla sponda, più abbondantemente all'inizio e a spizzichi durante tutta l'azione. Come esca si usano uno o due biagattini (meglio uno solo), appena infilato sottopelle dalla parte della coda. Una volta innescato, si lancia sopracorrente non lontano dagli scogli (o dai moli se si pesca in porto) e si inizia la passata, intervallata da frequenti trattenute che faranno staccare l'esca dal fondo rendendola ben visibile e appetibile alla prima spigola di passaggio. Quando il pesca abbocca, si vede il galleggiante immergersi lentamente e restare sommerso. A questo punto, una ferrata e un sapiente recupero aiutato dalla frizione del mulinello, ci permetteranno di portare il pesce fin dentro il guadino.

Per informazioni: VIa Aurelia Sud, Vallescaia, 2/B 57023 - Cecina (LI) Tel. 0586 681735 - Cell. 335 7837535
www.cantieredelfino.it -
cantieredelfino@hotmail.com


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