omeriggio
di maggio in riva al mare, tempo buono, acqua
limpida, condizioni ideali per non prender nulla.
In piedi sui massi che digradano sulla sabbia, ho già
speso un’ora di pesca senza molta convinzione. Difatti,
non una volta ho visto il galleggiante venir meno alla
sua qualifica. Lancio lungo, fiondata di bigatti, smanovellata
di recupero: la sequenza si ripete uguale e senza quei
graditi “intoppi” che talora si danno grazie all’apparire
in scena d’un pesce che ci ponga a cimento. Continuare
ad annoiarmi o inventarmi qualcosa? Decido di richiudere
la canna ed utilizzare il tempo che mi resta per indossare
maschera e pinne e farmi un giretto lì sotto, per andare
a vedere se nei paraggi sommersi c’è vita che dia adito
alla speranza. Il tratto di costa che ho davanti
si presta alla pesca subacquea solo in condizioni di mare
mosso, utilizzando la tecnica dell’aspetto.
Col mare calmo che c’è, invece, tutto quello che posso
sperare è prendere qualche polpo, nell’ipotesi migliore.
Ad ogni buon conto, però duco meco il vecchio arbalete,
che non si sa mai. Il motivo che mi tenta ad entrare in
acqua, però, non è l’intento di catturare sparidi, serranidi
o cefalopodi, bensì l’idea di verificare la presenza di
pesci nello scenario marino.
VOLLI,
VOLLI FORTISSIMAMENTE
VOLLI... PESCI
Avendo casa a pochi
metri dal mare ed ancora un paio d’ore di tempo,
rompo gli indugi e rientro per operare il cambio di attrezzatura.
“Già sei tornato?”
“Si, ma fra dieci minuti già me ne sarò riandato”
“Penelope” mi rivolge la domanda senza alzare gli occhi
da “L’amico ritrovato” che sta leggendo in giardino, ed
io le rispondo in maniera da sconsigliarle sul nascere
l’ipotesi di coinvolgermi in qualsivoglia, e dico qualsivoglia,
attività pomeridiana. Infilo la tre millimetri e, raccolto
quant’altro m’occorre, mi avvio in acqua. Appena messa
la testa sotto, scorgo due spigolette a cinque metri dalla
linea di battigia. Comincio poi ad esplorare con lo sguardo
l’orizzonte sommerso, alla ricerca di vaghe ombre, pinneggiando
lentamente e cercando di espormi il meno possibile. Effettuo
un passaggio nel punto in cui poco prima stavo pescando
ed effettivamente non vedo pesci di sorta mentre, in altri
paraggi, frotte di saragotti stazionano pinneggiando pigramente.