olendo
per un momento rimanere nel settore, l'impressione prevalente,
osservando un po' le riviste specializzate, è quella dell'
"eterna ripetizione del medesimo". Una scadenza insomma
che ha perso il suo fascino, che non si attende più con
trepidazione, incapace, detto con una parola, di farci
sognare. I motivi sono molti, in questa sede ne evidenzio
due. Per gli appassionati della mosca l'apertura posta
agli ultimi giorni di febbraio non dice molto. E' ancora
freddo, con la neve sulle montagne, poca acqua nei torrenti,
poche schiuse. Le trote appena uscite dalla riproduzione,
non sono nella fase migliore. Né stanno meglio quelle
prese dagli allevamenti la settimana prima e scaraventate
nei tratti accessibili di fiumi e torrenti. Più volte
abbiamo fatto presente alle amministrazioni che se si
fosse ritardato di venti giorni, un mese, sarebbe stato
molto meglio per i pesci e conseguentemente anche per
noi. Ma il messaggio, come molti altri, non è stato recepito.
Secondo motivo. Tanto più la carta si fa "pesante" e patinata,
tanto più la confezione è costosa, tanto più le tecnologie
con cui si scattano, modificano ed inviano foto sono sofisticate,
tanto più i discorsi si fanno vuoti, ripetitivi, incapaci
di dirci la verità fino in fondo. Ma quale sarebbe questa
"verità"? La verità è che qui le acque vocate a salmonidi
sono sempre meno. Quelle di montagna sono captate da dighe,
acquedotti, canali e ridotte all'osso, quelle di fondovalle
fanno schifo. Poi, anche in quelle acque in cui la qualità
rimane buona, la gestione della fauna ittica e della pesca
non ha fatto negli ultimi anni sostanziali passi avanti.
Infatti nella quasi totalità dei fiumi dove c'è ancora
un pesce, questo è palesemente di immissione, il che toglie
non poco al plaisir. Per chi vuol poi esercitare all'estero
la sua passione, volare diventa sempre più assurdo oltre
che pericoloso. Decine di controlli, perquisizioni e modalità
diverse di intendere la sicurezza ti fanno diventare paranoico.
A qualche aereoporto le canne in tre pezzi in cabina,
come bagaglio a mano vanno bene, in altri no; bobine di
nylon, baking ed ami per alcuni sono oggetti pericolosi,
per altri no... e via di seguito. Con la conseguenza che
se tutto ciò ti viene detto al momento della security,
quando entri nel gate, gli oggetti te li imballano ed
arrivano a destinazione, sempre che arrivino, un giorno
o due dopo che siete arrivati. Le questioni ambientali
non sono più all'ordine del giorno, le riviste di settore
ne parlano sempre meno e distrattamente. I Club di pesca,
non tutti ovviamente, ma sicuramente la grande maggioranza,
si limitano a gestire l'esistente: in inverno ripopolano
qualche laghetto per passarvi qualche ora, in primavera
rimpinguano con gli stessi criteri qualche centinaio di
metri di "no kill" , per continuare a far finta di prendere
pesci veri. Insomma questo continuo "far finta" è alla
lunga fortemente frustrante. C'è un mio amico che stanco
di prendere queste "false" trote, una soluzione ovviamente
parziale, limitata, ma in definitiva naturale ce l'ha:
ha cominciato a riprendere pesci veri, nati e cresciuti
nel fiume. All'antica, è tornato a pescare cavedani e
black bass.