In questo senso
tuttavia il torrente è fortunato: scorre in una valle
montana dedicata prevalentemente al pascolo
e al foraggio, lontana decine e decine di chilometri da
qualsiasi attività
produttiva potenzialmente inquinante. Mauro Nodari che
del gruppo dei soci-amici-gestori è l'animatore, mi dice
scherzando , ma non troppo, che qui siamo nell'Università
della pesca a mosca, che il Longa
richiede al pescatore anche esperto una parziale riconsiderazione
del suo approccio al fiume, perché qui siamo
in presenza di una fauna selvatica che ha un comportamento
conseguente, mentre sempre più spesso le nostre abilità
sono misurate su pesci "finti" che sono più facili nella
cattura ed ancor più nel portarsi a riva.
UN TORRENTE DA UNIVERSITA' DELLA PESCA A MOSCA
Così nascono storie
di trote di due-tre chili spiaggiate con finali di nylon
dello 0,12 o 0,14,
catture a ripetizione nella stessa buca, "avventure" in
cui ogni neofita si immagina ormai campione in unanatura
banalizzata a misura delle sue scarse capacità e molte
presunzioni. Nel Longa i pesci
ci sono e quindi con le condizioni giuste d'acqua e di
temperatura si prendono, ma questo torrente
cristallino e pesci autentici, punisce i anagloriosi ed
è in grado di insegnare molte cose sia riguardo alla tecnica
sia per le abitudini dei salmonidi al pescatore che non
ha fretta e che unisce all'amore per la pesca quello per
l'ambiente in cui questa si svolge. Prima di tutto l'avvicinamento
deve essere assolutamente cauto e i gesti misurati; il
finale dovrà essere lungo o lunghissimo (dai
4 ai 5 metri ed oltre): le iniziali difficoltà di stenderlo
saranno compensate dai dragaggi quasi nulli, nonostante
la velocità della corrente.