ITINERARI ESTERI


A pesca alla traina in un posto incredibile ed esclusivo con imbarcazioni da “sogno”
alloggiati in residenze lussuose.

Testo e foto di Paolo Sala

l primo impatto con il mare è a bordo di uno splendido Cabo 45 dotato di una tover in acciaio inox, di colore rosso Ferrari, voluto dal proprietario che ne possiede una intera serie; si tratta di una versione personalizzata anche senza i parabrezza per aumentarne le performance. Si decide di uscire in pesca a mezzogiorno. Alla nostra sinistra la lussureggiante isoletta all’uscita della baia ove è posto l’ormeggio, il mare è molto calmo, la temperatura è di 35 gradi, mentre quella dell’acqua 30. In poco tempo raggiungiamo le 25 miglia di distanza dalla costa. Molte barche sono già in pesca in quella zona posta sul limite della caduta, luogo solitamente frequentato dai rostrati. Purtroppo un brutta notizia da parte del capitano che ci accompagna nella battuta di pesca “l’acqua è verde”, infatti non si nota il solito colore blu tipico delle acque del Pacifico. A detta del locale esperto si tratta di un insolito fenomeno causato dalle correnti che trasportano plancton in superficie, il tutto causa un clamoroso ”stop” a livello di catture.

ACCONTENTARSI DI QUELLO CHE OFFRE IL MARE

Normalmente tutto l’anno e in particolar modo in questo periodo la zona è una delle più pescose del mondo, un vero e proprio hot spot per la pesca dei rostrati che come in tutti i luoghi più famosi, vengono rilasciati. Normalmente vengono catturati per barca 20/50 pesci vela e 5/10 marlin al giorno. Da due giorni molte imbarcazioni non hanno catturato niente e quelle che hanno “preso” dichiarano 1/3 pesci vela o un marlin. Non si conosce quando terminerà questo “fenomeno” ma si spera da un momento all’altro. Scoraggiati caliamo i nostri teaser (4 grossi Kona senza l’amo posti a 20 e 10 mt.) tra questi 6 canne da 30 libbre con terminali con amo ”circle” (usato per questa pesca in quanto ferra automaticamente restando infisso solo nella parte esterna dell’apparato boccale oltre ad essere biodegradabile facilitando il rilascio). Per esca optiamo per quella naturale ovvero il Ballyoo morto ma fresco (un pesce molto simile alla nostra aguglia ma il becco corto e posto solo sulla parte inferiore della bocca).


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