Il bolentino d’altura ha dato
molti meno occhioni degli anni scorsi, ma in compenso molte
più cernie,
fino a trenta chili, e tanti squali di fondale che pesavano
in media sette-dieci chili. Qualche nasello e qualche pesce
lama. Abbiamo allamato anche un paio di pescispada. Esca sempre
sardina, innescata intera o tagliata a pezzi grossi e legata
sugli ami col filo elastico, terminali con trave da
un millimetro e mezzo, piombo da un chilo o anche un chilo
e mezzo a seconda della corrente, braccioli da novanta centesimi
(oppure in treccia d’acciaio se ci si trova alle prese con
gli squali spinaroli) e ami del 6/0, irrinunciabile una lampada
stroboscopica molto potente. Entusiasmanti poi le battute
long range, cioè su secche situate da quaranta a più di settanta
miglia dalla costa. Gronghi da trenta chili, grosse cernie,
naselli, occhioni di più di due chili e ogni altra cosa. Ovviamente
però si tratta di battute di pesca molto impegnative, lunghissime
e faticose, riservate esclusivamente a chi ha già un po’ di
esperienza. Abbiamo concluso la stagione con una favolosa
aguglia imperiale in traina d’altura.