ITINERARI SUB


Era un'isola ma ora una ragnatela lo imbriglia a terra. È l'Argentario, uno dei punti della Penisola a più alta densità di subacquei.

Testo e foto di Eleonora De Sabata

trano destino, quello del promontorio: agli albori dell'attività subacquea italiana, quando i diving erano entità molto al di là da venire, le pareti dell'Argentario vedevano ogni mese sub appassionati e con pochi mezzi nuotare per centinaia e centinaia di metri, in superficie, con ogni tempo e mare pur di raggiungere l'Isolotto, lo Scoglio del Corallo; troppo lontana l'Argentarola, riservata a chi aveva una barca. Erano i tropici di casa nostra: l'acqua era limpida, le pareti di gorgonie rosse (anzi blu, visto che allora la torcia serviva solo per frugare in tana alla ricerca di un pesce) fittissime e rigogliose e abbondante anche il corallo rosso. Più interessanti per i sub di allora erano certo le aragoste, le cernie, saraghi e corvine che popolavano ogni tana delle tante franate in cui si disintegrava la costa sott'acqua.

NEL FIRMAMENTO DELLE ISOLE DELL'ARGENTARIO


Passarono gli anni e le isole vicine, Giglio e Giannutri, si fecero accessibili: le file dei subacquei, che nel frattempo si erano ingrossate fino a diventare truppe e poi legioni, cominciarono a prendere d'assalto i traghetti, lasciando le spiagge dell'Argentario ai circoli che qui iniziavano i nuovi subacquei all'arte delle immersioni (la spiaggia di Punta Lividonia, in certe domeniche di marzo, è ancora letteralmente presa d'assalto da decine di sub di scuole diverse). Era nata la stella del Giglio, una stella che non avrebbe più smesso di brillare nel cielo dei subacquei italiani. Di quei quaranta chilometri di macchia e roccia, di pareti a picco e insenature protette, sparì quasi il ricordo nei subacquei più giovani, svezzati in giro per la penisola e per i mari esotici. Cosa ne è oggi dell'Argentario, subacqueamente parlando? Sicuramente è fra le zone a più alta densità di circoli subacquei e diving centre del nostro paese. Cala Galera, Porto Ercole e Porto Santo Stefano ospitano più di una decina di centri, base di partenza per le centinaia di sub (di tutt'Italia ma soprattutto di Roma e da Firenze) che cercano il mare, ogni week-end di tutte le settimane dell'anno.


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