Da qualche anno a questa parte la taglia dei tonni nei nostri mari si è clamorosamente ridotta. Sempre più spesso si catturano quei pesci che in alcune zone dell’alto Tirreno si catturavano in altura. Vediamo, allora come comportarsi di fronte a questa nuova situazione.

Testo di Ros Marino - Foto di Maurizio Pastacaldi

n Italia la pesca del tonno viene praticata quasi esclusivamente in drifting dato che la pasturazione in corrente permette, rispetto alle altre tecniche di traina sicure catture, oltre a un notevole risparmio di carburante.
Il drifting riesce ad attirare i tonni che, seguonendo la scia di pastura si portanoi in prossimità delle esche.
Da qualche anno a questa parte, però, la taglia dei tonni si è notevolmente ridotta a tal punto che i tonni intermedi che si spostavano su batimetriche diverse, da quelle battute abitualmente in drifting e quindi sensibilmente più lontani dalla costa, si sono portati in pratica a “tiro di gommone”.
Sono così comparsi tonnetti di 15 - 20 kg che “obbligatoriamente” hanno spinto i più sportivi a dedicarsi alla traina d’altura.


CON I TONNI E' SEMPRE BIG GAME
Nelle condizioni sopra descritte a traina ai tonni di branco si può effettuare nelle aree dove questi pesci vengono ferrati in drifting. La strategia è quella relativa all’osservazione degli uccelli marini sulla superficie dell’acqua.
Questi con le loro evoluzioni segnalano i banchi di sardine o altri pescetti e quindi i tonni in movimento. La traina si effettua a velocità sostenuta tra i 5 e i 9 nodi, aumentando con mare calmo e diminuendo con moto ondoso sostenuto. In genere si fila in mare una serie di artificiali che coprono un ideale triangolo la cui base è sulla poppa della barca. Si inizia con due canne esterne agganciate ai divergenti oppure su portacanne orientabili, calate ad una quarantina di metri da poppa ed innescate a piacere con piume colorate oppure octopus.