Rido perché penso allo stesso illustre cacciatore subacqueo sollevato di peso dalla sua signora Sardegna ed adagiato in acqua proprio qui, adesso, in questo mare che non conosce tregua, ridotto come un pedalino dalla pesca professionale, da quella dilettante-pachialonica, e da quella dilettante - cazzutella, dalla presenza umana sotto forma di bagnanti, villeggianti, motoscafisti, trainisti, diportisti, velisti, surfisti, canoisti, mosconisti e quant’altri.
L’autore del video di cui parlo, invece, se ne va in giro col suo bel gommone, solitario come un anacoreta, provvisto, immagino, di un quaderno delle mire grosso come un Devoto Oli, con, a margine di ogni spot, un elenco delle catture che si potrebbe facilmente confondere col libro mastro dei mercati ittici generali. Beato lui. Io quando vengo a pescare qui, mi debbo legare le ciabatte sotto al pallone, perché se le lascio a terra nascoste sotto un sasso, quando torno non le trovo più, e debbo tornare alla macchina camminando scalzo sul brecciolino, bestemmiando come un camallo.

QUESTO E' L"OLIO" E CON QUEST"OLIO" DOBBIAMO "FRIGGERE"...

Sono dieci anni che pesco in questo tratto di costa, in ogni stagione. In pieno inverno il numero dei sub si riduce, per fortuna; in linea generale restano in acqua quelli più bravini, tanto che, venendo qua in pieno gennaio, poniamo, si può cullare l’illusione che non ci sia venuto nessuno almeno da un paio di giorni. Questo è il massimo che si può ragionevolmente sperare.
Ciò non di meno, questi fondali serbano rari “fiori” per chi sa coglierli, ed è per questo che oggi non ho nessun’esitazione a tirare fuori la borsa dal bagagliaio e cominciare la vestizione.
Faccio tutto con calma, ho tutto il tempo che voglio, e per di più so già che non vedrò pesci in giro, poiché se pure ve ne
fossero stati, quei giuggioloni che stanno in acqua da ore hanno già provveduto a farli allontanare, senza neanche accorgersene, ovviamente. Per evitare quanto più possibile le traiettorie dei motoscafi, pescherò quasi nel sottoriva, o comunque non mi allontanerò di molto dalla costa, come invece faccio nelle altre stagioni.
L’anno scorso passai qui le mie vacanze d’agosto e, stanco dell’astinenza di pescate imposta dall’incredibile traffico d’imbarcazioni, decisi di rompere il digiuno con una pescata pomeridiana in pochi metri d’acqua, fuori portata, più o meno, dei motoscafi in planata.
Fu quella l’occasione in cui, costretto da una causa esterna, esplorai una zona tanto interessante quanto a me sconosciuta, benché contigua a quella solitamente battuta. Mi godetti una pescata divertente oltre ogni aspettativa, proprio lì, in pochi metri d’acqua di quel trafficatissimo mare d’agosto. Da allora ho rifatto spesso lo stesso itinerario in acqua bassa, che quando potevo tranquillamente allontanarmi verso fondali più elevati.