|

Prua
al vento, il fiocco fileggia, la randa al centro, motore in
moto. Ma cosa è successo, si chiedono i componenti dell'equipaggio
che se ne stavano tranquillamente a prendere il sole cullati
dalle onde nel magico silenzio della navigazione a vela? Seguitemi,
lo vedremo insieme: aspettatevi delle sorprese.
Testo
e foto di Stefano
Silvestri

Plancetta di
poppa con tonno appena pescato
|
I
due nel pozzetto sanno benissimo quali sono le manovre da
compiere quando il cicalino del mulinello a tamburo fischia
come un dannato! Ha abboccato un bel pesce, sarà probabilmente
un tonnetto sui dieci chili che, se catturato, ricompenserà
l'interruzione forzata del rilassamento generale dell'equipaggio
che naviga con un cabinato a vela. E sì, è proprio
vero, con la barca a vela si può anche pescare e la peculiarità
del natante non crea impedimenti insormontabili a questa attività.
E' sufficiente prestare un po' di attenzione e dotarsi di
alcuni accessori che possono facilitare alcune manovre che
il velista deve compiere nella veste di pescatore.
Durante le traversate
Quando
la costa si trova a qualche decina di miglia e la profondità
si misura in centinaia di metri, la tecnica di pesca utilizzata
è la traina. Una o due canne, possibilmente del tipo
stand-up
da 50 - 80 libbre collocate in due alloggiamenti sul pulpito
di poppa fanno benissimo allo scopo. La velocità ottimale è

Due ferrate in contemporanea.
|
tra
5 e 7 nodi, il vento non superiore a 15, è indifferente che
si navighi a vela o a motore. Con due canne è indispensabile
che le lenze peschino a profondità diverse tra loro, la barca
a vela per difficoltà oggettive segue una rotta meno rettilinea
di una barca a motore. L'esca è artificiale, vanno benissimo
i Rapala affondanti con 300 - 500 grammi di piombo complessivi
distribuiti in due o tre punti e gli ormai famosi artificiali
colorati giapponesi per la pesca a galla. Per l'artificiale
affondante l'uso della lenza "Monel" ha dato ottimi risultati.
Particolare attenzione deve essere rivolta alla messa in acqua
del minnow affondante, se la manovra viene effettuata con barca
in movimento. E' molto importante che una volta calato resti
sott'acqua, dato che un salto può imbrogliare la lenza nelle
ancorine con conseguente cattivo funzionamento. Al momento della
ferrata va ridotta gradualmente la velocità a circa due nodi.
E' indispensabile indossare la pancierina, dato che il recupero
del pesce viene fatto in piedi, anche l'uso della cintura di
sicurezza può non essere superfluo, in particolare quando il
mare è mosso. Per garantirsi un agevole raffiatura della preda
è utile accessoriare la barca con una plancetta che viene fissata
saldamente sullo specchio di poppa (vedi foto). Uno degli inconvenienti
per la pesca dalla barca a vela è la distanza che separa il
pescatore dall'acqua e la plancetta può agilmente dimezzarla.
Questa piccola piattaforma è molto adatta ad altre tecniche
di pesca o semplicemente alla pulitura del pesce. |