Suggerimenti sulla convenienza alla stabulazione e parziale allevamento di pesce pregiato.

Premessa
Lungo gli ottomila chilometri di coste, che l'Italia possiede, esistono migliaia di località ove potere realizzare piccole attività commerciali (stabulazione), ed anche produttive (parziale ingrasso), di pesce di mare pregiato. Migliaia d'imprenditori potrebbero pertanto beneficiare dei lauti compensi che queste realtà consentirebbero. Si consiglia un'oculata scelta dei luoghi ove realizzare le imprese di stabulazione o i piccoli allevamenti, e certamente è condizione prioritaria l'estrema vicinanza alle località marine più gettonate dal flusso turistico. Lo scarso e in certi casi "nullo" impegno finanziario, per talune di queste nuove imprese prevalentemente commerciali, consente un suggerimento importante a disoccupati, pensionati o piccoli imprenditori. Lo sviluppo delle stesse -nel prossimo futuro consentiranno al turista e ai ristoratori- di trasformare i loro piatti più richiesti da pesce congelato (ormai la quasi totalità), in freschissimo.

Tecnologie semplici, moderato impegno finanziario e di tempo, valori aggiunti non insignificanti: questi i segreti del successo dei miniallevamenti di pesce marino!
Con particolari piccole gabbie sommerse, oppure con altre da porsi su terraferma senza movimenti di terra, si possono realizzare stabulazioni di pesce marino pregiato, oppure veri e propri miniallevamenti. Le strutture e le tecnologie sono ormai ultrasperimentate e talune ditte (costruttrici delle attrezzature), possono fornirle anche "chiavi in mano". Si parte - concettualmente - dalle dimensioni del grande acquario marino (per consumo familiare), fino ad arrivare ad imprese che in pochi mesi possono fornire "valori aggiunti" di oltre un centinaio di milioni. In generale (questi mini-allevamenti stagionali), consentono di procurare due tipi d'utilità economica: -in primo luogo sfruttano l'effetto stabulazione e pertanto beneficiano dell'incremento di prezzo legato alla vendita quotidiana (anche agli alberghi e ristoranti), di pesce sicuramente fresco perché "vivo" al momento della vendita. Altro effetto (che contribuisce ad elevare il prezzo dio vendita del "venduto"), la vicinanza di una folta clientela che "domanda" molto pesce fresco proprio in quel periodo; altra utilità economica - invece - consiste nel fatto che, nei casi in cui si opera anche un ulteriore ingrasso e disinquinamento del pesce, l'incremento ponderale ottenuto, consentirà di aumentare - ed anche raddoppiare - il valore aggiunto della sola fase commerciale. Si possono idealmente distinguere pertanto tre tipologie diverse di stabulatori e/o ingrtassatori stagionali ed altre due figure a ciclo continuo annuo:
1) Imprenditore stagionale "commerciante stabulatore";
2) Imprenditore stagionale "commerciante, stabulatore e ingrassatore"
3) Imprenditore stagionale "hobbistico-ingrassatore"
4) Imprenditore annuale "ingrassatore"
5) Imprenditore annuale " acquacoltore o maricoltore" a ciclo chiuso. I primi tre tipi d'impresa sono quelli ad impegno quadrimestrale o semestrale e li tratteremo in quest'articolo, mentre gli ultimi due tipi d'impresa esigono un impegno continuo, affrontando le difficoltà invernali. I due modelli si distinguono solo per la presenza o meno della riproduzione in allevamento. Gli allevamenti di tipo annuale a fronte di più forti impegni di lavoro, e maggiori esposizioni finanziarie, hanno la certezza di avere le produzioni che servono durante il periodo della vendita. L'imprenditore "hobbistico-allevatore" potrà realizzarsi solo nei casi di capacità personali di cattura di certi quantitativi di pesce vivo. In base alle possibilità di cattura del pesce vivo, conoscendone le specie e le dimensioni, potremo dimensionare numero e volume delle gabbie d'allevamento. Il pesce allevato nei casi minimali potrà limitarsi a soddisfare l'autoconsumo della famiglia e di pochi parenti o amici. Negli altri casi l'impresa potrà progressivamente espandersi ed arrivare anche ad una dimensione più cospicua (che mira a beneficiare di piccole nicchie di mercato locale e stagionale), potendo arrivare a formare un'importante integrazione del reddito annuo dell'imprenditore. Naturalmente in quest'ultimo caso necessita un maggiore impegno di manodopera, sia per la quantità di lavoro della fase "allevamento", sia per il tempo da destinare alla pesca del pesce vivo o all'eventuale acquisto del pesce da allevare e poi da vendere. Nel caso degli allevamenti minimali ci tornano a mente gli studi americani dei "centri per lo sviluppo e la sopravvivenza dei popoli del futuro". Tali centri di ricerca nacquero anche sulla spinta della penuria d'energia che poteva verificarsi dopo il 2000 (secondo previsioni degli anni settanta), con l'esaurirsi delle fonti petrolifere. Si studiarono - infatti - modelli di case (e anche di fattorie contenenti da 500 a 1000 persone), che con quasi nullo dispendio energetico (o con esclusive energie alternative come il sole e il vento), consentivano - in ciclo chiuso - la vita di chi le abitava. Gli acquari di casa con allevamenti di "Tilapia" consentivano la famiglia (che li tenesse attivi), di fornire quel giusto quantitativo di carne - migliore della trota - riciclando parte dei rifiuti.

segue./.