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Lo spinning in mare è una tecnica abbastanza difficile, vuoi
per la difficoltà di "leggere" l'ambiente circostante, vuoi
per l'abitudine di numerosi predatori marini di mantenersi
a buona distanza dalla riva, e perciò fuori dal campo di azione
di una normale canna da lancio (se non si ricorre ad attrezzature
da buldo - fishing); per questo e per altri motivi, conviene
optare per una soluzione alternativa anche se ugualmente molto
valida: la foce dei fiumi.
Testo
e foto di Alessandro Serpi

e catture che vengono effettuate dai pescatori a spinning,
specialmente nel periodo invernale, sono molto
limitate e generalmente sono le spigole il principale obbiettivo
dei lanciatori. Per aumentare le possibilità di successo,
può valere la pena di abbandonare le coste marine, per ricercare
la preda alla foce dei fiumi. La foce infatti, garantisce
sempre, anche in inverno, un costante apporto di cibo (minutaglia)
e perciò sono sempre presenti un buon numero di predatori,
senza contare le grosse spigole (dai 3 chili in su) che diventano
praticamente stanziali e non si allontanano mai dalle acque
salmastre. Come buona regola per affrontare questi luoghi
è bene ricordare che nel periodo estivo le spigole amano sostare
anche fini ad 8 -/10 km all'interno dei fiumi per poi spostarsi
in autunno (con le prime piene) verso il mare, che d'inverno
mantiene temperature più alte. Le spigole, inoltre amano molto
aggirarsi ai margini del deposito sedimentario che si forma
alla foce dei fiumi perciò è fondamentale individuarlo con
precisione. Per fare questo è sufficiente osservare la foce
del fiume durante una mareggiata. Il punto dove le onde "sbiancano"
con regolarità (zona a minor fondale) è il nostro obbiettivo.
Pescata con le esche artificiali la spigola si dimostra un
avversario davvero lunatico che può essere insidiato in vari
modi.
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