La caccia subacquea - ma anche il bolentino tradizionale sottocosta- sono attività dove una buona memoria visiva gioca un ruolo determinante ed alla lunga decisivo, nel rendere fruttuose le uscite in mare.

Testo e foto di Ercole Savignano

Nell'ambito della caccia subacquea, è di vitale importanza rivisitare tutte le tane nelle quali abbiamo trovato pesce. La cosa può essere alquanto difficoltosa a causa della profondità o per la scarsa visibilità, oppure per l'omogeneità morfologica del fondale. Per giunta, il pesce spesso si sposta da un punto all'altro all'interno di una certa area, perciò nasce l'esigenza di controllare una zona alquanto vasta senza avere i normali riferimenti visivi che guidano i nostri spostamenti sulla terraferma. Fatta questa premessa, vediamo come è possibile costituire un archivio mentale di riferimento per le nostre uscite, presupposto necessario affinché esse non siano, per buona parte, uscite a vuoto. Il primo approccio con una tana che si scopre, è quello di pedagnarla. A volte si tratta di un buchetto dissimulato in una confusione di roccia, alghe, chiazze di sabbia e basterebbe una leggera corrente a spostarci dalla verticale, rendendoci difficoltoso il ritrovamento nella successiva discesa; è opportuno, allora, memorizzare con una specie di fotografia mentale il punto esatto e contemporaneamente mollare il pedagno della boa segna sub, prestando attenzione che quest'ultimo si adagi sul fondo a qualche metro di distanza dalla buca.Tale margine è necessario sia per non spaventare l'ospite dell'anfratto, quanto per evitare di creare intralcio al nostro armeggiare sul posto. Non appena avremo conclusa l'azione di caccia su quel punto, ci occuperemo di memorizzarlo, dedicando a quest'operazione tutto il tempo necessario a costituire un ricordo duraturo. In questa prima fase, conviene assumere una posizione precisa, orientandosi, con la testa verso terra; detto orientamento dovrà essere assunto di nuovo in futuro, quando ci recheremo ancora sul posto alla ricerca del sito.

Individuare gli elementi
A questo punto, guardando verso la costa ed alla nostra destra, individueremo due elementi del paesaggio posti sulla stessa linea verticale immaginaria, ( A e A') scegliendoli uno in primo piano e l'altro sullo sfondo. In forza di un'elementare legge della geometria piana, che stabilisce che per due punti passa una ed una sola retta, avremo, così facendo, individuato una direttrice che, accoppiata ad un'altra analoga rilevata alla nostra sinistra ( B e B' ), definirà in maniera univoca la nostra posizione.

A questo punto dovremo memorizzare due immagini relative al paesaggio a terra ed una relativa a ciò che osserviamo sotto di noi.