E' sicuramente un pescatore quello che vedo dal mio comodo punto di osservazione sulle dune più alte: perché si muove rapido sulla riva sabbiosa sotto il carico di quello che sembra un pesante fardello dal quale spuntano alcune canne da pesca. Solleva il capo e lo volge verso il mare: sembra guardare verso l'orizzonte e verso le onde che tormentano la battigia, poi sembra accorgersi di me…

Testo di Michele Cadau foto di M. Rocco

l vento non è forte eppure il pescatore sembra traballare sotto il peso del suo bagaglio. Ancora si muove; ora vedo che scruta con attenzione un punto in acqua che sembra più profondo, poi volge lo sguardo verso frangenti più rapidi e lontani: infine si ferma. Mi sembra quasi una follia, in questo pomeriggio di tardo inverno, mentre mi appresto a "scappare" a casa già pregustando una calda cena, che a qualcuno venga in mente di affrontare, anche solo per una mezzora, freddo e marosi. Quel punto qualsiasi in prossimità della battigia, dove il pescatore intanto si è fermato, si è popolato di numerosi oggetti oltre le canne. Lascio il mio punto di osservazione mentre "il nostro", con azione assai elegante, fionda in acqua quelli che immagino siano i suoi richiami per i pesci... Ingurtosu è così; questo posto non finirà mai di incantarmi. Molte cose sono cambiate negli anni: quando venni qui per la prima volta questo molo non era così malconcio mentre, al posto di questo elegante hôtel, si stagliava tra le dune il rudere di un edificio minerario che all'imbrunire assumeva forme spettrali. Nessun rumore... nessuna luce! Solo la fatica che devo fare per conquistare una buona posta, è sempre la stessa. I miei occhi però non sono più gli stessi: sulle dune, su in alto, qualcuno mi osserva ma io non posso scorgerne la fisionomia. Forse è uno di quei tedeschi che amano tanto questo posto da venirci anche d'inverno. Lo invidio perché dal suo punto di osservazione, che io non ho la forza di raggiungere, potrei meglio valutare come sistemarmi. Infatti la continua evoluzione degli arenili non consente di "fissarsi" più di tanto su precedenti esperienze e anche stavolta, registrati i mutamenti avvenuti, a questi dovrò adeguare la mia azione. Le onde di questa serata marzolina sembrano parlarmi di saraghi e altri pesci... e quasi mi sembra di vederli tra le onde, materializzati dalla mia fantasia, o dai miei ricordi? Sono arrivato! Qui tenterò di passare l'ennesima notte a"surf" e, come al solito, non avrò né troppo freddo, né mi sentirò troppo solo se cercherò con tutte le mie forze di ottenere il risultato per cui sono venuto.

La nascita del surf

All'inizio era il buio... poi venne il Surf. E' verso la fine degli anni settanta che questa splendida disciplina prende forma, da un gruppo di ragazzi appassionati e forti, sull'onda del riassetto di vecchie esperienze: ricordo tutto il gruppo storico, con i loro corpi giovani e snelli e con i loro pregi e difetti: oggi alcuni di loro hanno pance "importanti", altri capelli bianchi e visi segnati, alcuni i capelli li hanno lasciati dentro scomode e pruriginose cuffie di lana ed oggi ostentano lucide calvizie, ma sono tutti lì. Conoscono il surfcasting e sanno che questo è principalmente uno stato mentale: la voglia di afferrare al volo l'occasione di un momento, la voglia di misurarsi con le cose difficili, la voglia di dare credito alle regole che i surfcastmen di tutto il mondo conoscono e che non potranno mai essere compromesse da semplificazioni utilitaristiche. Sanno che il surfcasting è la pesca del mare mosso; pesca per individualisti che guardano con umiltà al mare ma vogliono affermare la propria forza; che non possono fare a meno dei compagni e del confronto. Confronto che spesso diventa sfida aperta, leale; pesca dove la pesca è il fine ultimo: ma è il mezzo per arrivarci quello che più appassiona! Voglio darvi una notizia: questi surfcastmen sono tutti in attività! Con i compagni più giovani, gli allievi e i neofiti. E voglio darvi anche un'altra notizia: non sono nostalgici perché non possono esserlo. Sì, infatti, avere nostalgia di una persona o di eventi che non ci appartengono più, come capita ai vecchi, ma non occorre avere nostalgia di una cosa che ti appartiene e sempre ti apparterrà e dalla quale mai ci si è separati. Il fluido vitale che anima questa pesca è antico ma non potrà mai essere vecchio perché è universale.

Ieri, oggi, domani
Oggi si può e si deve comunque parlare di surfcasting moderno, perché questa disciplina, come tutte le altre d'altronde, si è molto evoluta sotto il profilo tecnico e tattico. In sordina però, senza la cassa di risonanza di giornali e televisioni, avendo ceduto giustamente il passo ad attività di impatto più immediato e più alla portata della massa dei pescatori. Dati gli "eroici" inizi, dopo la metà degli anni ottanta questo gruppo storico, di cui vi ho accennato, fu portatore e sostenitore del" verbo inglese"; e fu una seconda rivoluzione: canne a ripartizione e rotanti!