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Lampughe di passaggio
E'
l'autunno dello scorso anno. Una domenica mattina. Il tempo è buono
e il mare di una calma tale che trasmette tranquillità. Roberto passeggia
nel lungomare di Valledoria, tirando avanti un piede e poi l'altro,
naturalmente con le mani in tasca e senza sigaretta, sarebbe stato
un impegno in più.
Ad un tratto però l'occhio viene eccitato da uno strano movimento
sulla superficie dell'acqua, a circa trenta metri dalla riva. |
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Che
strano! Chissà cosa sarà? Passato il torpore dello sfaccendato, Roberto
mette a fuoco il fenomeno. Si tratta di pesci. Di pesci che saltano
fuori dall'acqua. Saranno una cinquantina e percorrono un tracciato
che segue parallelamente la costa in una marcia lenta e assai spettacolare.
Vengono fuori dall'acqua con salti di un metro e mezzo e luccicano
di blu, una cosa eccezionale, mai vista. Roberto capisce che si tratta
di lampughe e passato lo stupore iniziale, l'occhietto smorto luccica
d'improvviso. Idea!Sarà il caso di andare a casa, recuperare la prima
canna che mi passa sotto mano, un artificiale, e tentare il colpo
gobbo? Detto e fatto. In pochi minuti il giustiziere è pronto, resta
solo da individuare il posto dove tentare la cattura. Intanto le lampughe
sono arrivate, passando da la Ciaccia, fino a Scala de lu frati. Fortuna
che Roberto ha un fuoristrada e un po' di sassi non lo spaventano.
Ad un certo punto crede di aver trovato il posto giusto, ma le lampughe
lo sopravanzano. Allora molla la macchina e scarpinando percorre una
stradina per 800 metri circa, ed è più veloce di loro. Si sistema
su una roccia e davanti a sé un fondale di circa 30 metri. |
Le esche sono uno sgombro da 13 centimetri ed un'aguglia da 15. Purtroppo
la canna, non è proprio da spinning ma si tratta solo di far buon
viso a cattivo gioco. Intanto le lampughe sono arrivate sotto tiro.
Saltano e compiono evoluzioni incredibili con ricaduta avvitata degna
del miglior Cagnotto.
E' la prima volta che Roberto si cimenta in questi tentativi e quindi
i primi colpi vanno a vuoto. Ma è un pescatore, mica uno sprovveduto.
Nota infatti che il riflesso della paletta dell'esca incuriosisce
le lampughe. Obliquando il lancio il fenomeno è ancora più evidente
e quindi, dopo un recupero lento e accelerato solo in ultima fase,
la prima ferrata. Un'esemplare che stimato con l'occhio dell'entusiasmo
arriva a circa 2 chili. Ma non è questa l'ultima cattura. Anzi è solo
la prima. Arriva poi la seconda, la terza, la quarta e ancora la quinta.
Purtroppo il branco prosegue il cammino e per Roberto le chance sono
finite. Ma il bottino è ricco, sicuramente insolito. Insomma c'è il
tanto per tornare "in bidda", anzi al bar della bidda e
gonfiarsi un pochino. Ma non prima di aver immortalato le eccezionali
catture. Quindi, telefonatina a Tamara: "vieni giù con la macchina
fotografica perché ho un paio di pesciolini che meritano qualche scatto".
Peccato che perdano subito la livrea azzurra, sarebbero state foto
ancor più spettacolari, sempre che Tamara avesse la mano ferma. |

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