Sertella
beaniana
Retepora cellulosa
Testo e foto di Leonardo Mastragostino
Maggiormente
conosciuta col vecchio nome scientifico Retepora cellulosa,
la colonia della specie è comunemente chiamata "Trina" o "Rosa
di mare". Siamo nell'ambito degli Eumetazoi Bilateri: la specie
appartiene al phylum Tentacolati (Lofoforati), classe Briozoi
(o Ectoprocti), sottoclasse Gimnolemati (Stelmatopodi), ordine
Cheilostomati, sottordine Ascofori (o Ascopori), famiglia
Sertellidi. Gli Eumetazoi sono una divisione del Regno Animale
comprendente tutti gli animali pluricellulari gastreadi ad
esclusione dei Parazoi, ovvero dei Poriferi (o Spugne), dai
quali si distinguono a causa della presenza di una bocca,
di cellule nervose, di fasci muscolari differenziati, di organi
specializzati; di essi ne fanno parte i Celenterati e i Bilateri
(che presentano simmetria bilaterale). I Tentacolati sono
quei Bilateri normalmente sessili che vivono in conchiglie,
tubi, ecc., con il corpo inarticolato e con un apparato tentacolare
attorno all'apparato orale; I tentacoli sono disposti a anello
o a ferro di cavallo su una struttura detta lofoforo; la cavità
celomatica è ampia e indivisa. I Briozoi comprendono colonie
di tentacolati i cui singoli individui (gli zooidi) sono formati
da un cistide e un polipide: il primo costituisce la parete
del corpo (importante per lo studio sistematico attraverso
i suoi caratteri esterni) mentre il secondo porta i tentacoli
(retrattili) e possiede anche le gonadi, la muscolatura, l'intestino.;
l'apertura anale è esterna alla corona di tentacoli. Il lato
ventrale o frontale del cistide possiede l'apertura per l'estroflessione
dei tentacoli: essa viene chiusa da un opercolo calcificato
o sottile. Il lato opposto al ventrale o frontale viene chiamato
dorsale o basale.
Quelle specie con lato frontale calcificato hanno una sacca
di compensazione o invaginazione che comunica all'esterno
con un poro mediano detto ascoporo. Le cavità dei pori mettono
in comunicazione gli zooidi. La colonia prende il nome di
zoario e si distinguono in essa parti prossime alla base e
parti distali di crescita più recente; vi è un polimorfismo
degli zooidi: quelli tipici si definiscono autozooidi e quelli
modificati per aspetto e funzioni eterozooidi in cui mancano
tentacoli e intestino: in questi ultimo distinguiamo gli zooidi
sessuati (gonozooidi), le sacche incubatrici (oeci), gli zooidi
a forma di apparato prensile simile a un becco di uccello
(avicularie) oppure quelli con flagelli e setole (vibracularie).
Le colonie (zoari) nascono da una larva (ancestrula) che forma
uno zooide il quale formerà a sua volta per gemmazione altri
zooidi. I Gimnolemati (o Gimnolemi) comprendono la maggior
parte dei Briozoi e sono prevalentemente marini. I Cheilostomati
(o Cheilostomi) sono quei Briozoi con le cistidi a forma di
scatola, vescica o tubo; l'apertura non è mai completamente
terminale ed è chiusa da un opercolo calcificato o membranoso;
generalmente sono presenti le avicularie e vibracularie; sopra
l'apertura dello zoide vi sono gli oeci. Gli Ascofori sono
Cheilostomati che possiedono il sacco di compensazione e l'ascoporo.
I Sertellidi (Reteporidi) sono Ascofori con zoario eretto,
con una trama a rete e pieghettata che assume complessivamente
una forma più o meno regolare a "cratere" La Sertella beaniana
mostra zooidi cilindrici con l'apertura esclusivamente volta
all'interno del "cratere"; detta apertura presenta 4-6 aculei
e sotto questi una protuberanza porta una piccola avicularia;
vi sono oeci a forma di cupola con una fessura longitudinale.
Gli zoari, ovvero le colonie, sono di colore rosa salmone
da vive mentre da morte assumono colorazioni bianco avorio
o verdognolo: questi merletti anche molto ondulati nelle pareti
della "coppa" o "cratere", possono raggiungere i 10 cm di
grandezza La specie è presente in tutto il Mediterraneo: nelle
zone d'ombra anche vicino alla superficie, sulle pareti rocciose
esposte a Nord, nelle grotte, sul coralligeno fino a rilevanti
profondità; generalmente sporadiche, le colonie, talvolta
è possibile trovarle assembrate con un effetto molto bello
e coreografico. La struttura rigida è molto fragile sia al
distacco che nel trasporto e poi si decolora rapidamente:
è sconsigliabile il prelievo anche per questi motivi, oltre
a quelli legati al consueto aspetto ecologico che impone di
non defraudare i fondali dei loro naturali abitanti.