PIANOSA
"PRIGIONIERA" DEL SILENZIO
Nonostante tutto, appare inquietante la situazione di "oblio"
che ha avvolto Pianosa da qualche tempo, dopo le speranze e
i progetti avviati inizialmente dall'Ente Parco concordemente
con le competenze amministrative e scientifiche. Per es. il
"Progetto
Pianosa" di insediamento dell'Ordine Monastico Benedettino,
con una comunità stabile dedita all'agricoltura biologica in
sintonia con l'economia sostenibile o ecologicamente compatibile,
presentato ufficialmente anche con una cerimonia svoltasi proprio
sull'Isola, è caduto nel "silenzio" dell'Agenzia del Demanio
che dispone dell'Isola e, evidentemente, del suo destino.
Ma i timori si sono anche concretizzati a fronte del silenzio
opposto dall'Agenzia del Demanio alle domande rivolte da giornalisti
(come lo scrivente) o da Enti di ricerca che ripetutamente sono
rimasti senza risposta alcuna; timori giustificati e rafforzati
anche a seguito delle "voci" che circolano saltuariamente sugli
interessi speculativi mai sopiti per l'isola: appetiti turistici
tradizionali che sembrerebbero ipoteticamente poter riscuotere
maggiori successi nell'evoluzione recente degli avvenimenti
politici e nei cambiamenti che sembrano attuarsi nella politica
più direttamente connessa ai Parchi.
Timori anche fondati sull'ipotesi o sull'intenzione espressa
alcuni mesi or sono, dal Ministero di Grazia e Giustizia, di
voler riaprire il carcere di Pianosa: una situazione deprecabile,
nella considerazione di quanto la precedente colonia penale
agricola e più ancora l'ultimo regime di carcere di massima
sicurezza, hanno sottratto alla naturalità ed al patrimonio
storico dell'Isola pur costituendo una barriera per altri versi
al degrado del turismo industriale, particolarmente per gli
ambienti marini. E' certo che Pianosa non possa e non debba
più sopportare presenze e modi di essere presenti se non quelli
congrui all'efficienza ed alla difesa ambientale e culturale:
una forma di recupero sociale compenetrata all'economia locale
può essere sicuramente accettabile ma solo nei modi e termini
studiati da esperti esterni alle tradizionali conduzioni penali.
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RECUPERO
DEL PATRIMONIO STORICO
L'avvio
concreto del citato progetto legato alla comunità dei Benedettini
era atteso dai molti che da tempo lavorano alla tutela stabile
e concreta di questo ambiente insulare e del mare circostante:
si era e si è convinti che avrebbe anche iniziato o agevolato
con la propria presenza stabile, anche l'avvento parallelo
di altre iniziative connesse col recupero dell'edificato,
del patrimonio storico, della movimentazione turistica congrua
al Parco, con i controlli, con il proseguimento sicuro di
varie iniziative scientifiche (carta della vegetazione funzionale
alla difesa dei raggruppamenti botanici e delle singole emergenze,
ricerche legate al PianosaLAB, ricerche archeologiche-antropologiche
sugli insediamenti umani di varie epoche, istituzione di un
museo interdisciplinare, ecc.) o sociali (ricerca di una integrazione
alla logistica del Parco di una piccola comunità di detenuti,
con funzione di recupero sociale) o ancora logistica-turistica
connessa ad una foresteria o comunque ad una situazione recettiva
sempre funzionale alle migliori esigenze di fruizione culturale
del Parco e limitata pertanto dimensionalmente a queste compatibilità.
Il tutto con evidenti e stabili benefici collegati anche all'economia
dell'Elba che rimane la base ed il "trampolino di lancio"
per raggiungere Pianosa.
Benefici economici diversificati: oltre quelli legati al turismo
pulito che estende la frequentazione fuori dai periodi "caldi",
anche quelli legati all'economia tradizionale del mare dove
oggi le risorse ittiche scarseggiano (a detta dei medesimi
pescatori elbani) e che possono comunque giovarsi dell'effetto
riproduttivo-irradiativo da aree tutelate come il mare di
Pianosa. Un effetto rigenerante, quindi, che potrebbe essere
integrato e aiutato da auspicabili zone protette attorno all'isola
"Madre" dell'Arcipelago.
Lo scortese ed anche arrogante silenzio preoccupa, oggettivamente,
molto più di quanto viene esternato alla luce del sole ed
indica in senso generale una situazione di cambiamenti allo
stadio larvale che potrebbero portare a inversioni di tendenza
nella tutela del "Bel Paese", nonostante fosse già considerata
talvolta insufficiente la tutela legislativa e sul campo di
tutti i nostri beni, isolati in contesti esigui o dove il
regime dei contesti non sempre è il più appropriato all'economia
naturale. Leonardo Mastragostino
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