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IL
CNR SCAMBIA QUATTRO CHIACCHIERE CON I DELFINI
Il
recordman mondiale di apnea Nicola Brischigiaro il 5 febbraio
ha effettuato, in collaborazione con i ricercatori del
CNR-IRPEM di Ancona, un singolare esperimento di interazione
acustica uomo/delfino, mammifero che emette impulsi acustici
(click) che hanno energie (alcuni W/m2) e frequenze (fino
a 300 kHz) simili agli ultrasuoni usati in medicina.
Il recordman mondiale di apnea Nicola Brischigiaro si
è tuffato nel delfinario di Rimini per compiere una originale
prova di interazione acustica uomo/delfino: un incontro
ravvicinato reso possibile da una particolare strumentazione
elettronica costituita da idrofono e cuffie speciali in
grado di catturare i click ad alta frequenza trasmessi
da questi mammiferi, non udibili altrimenti dall’uomo.
A promuovere il singolare esperimento - che si propone
di verificare in che modo i delfini possano interagire
acusticamente con l’uomo - è stato l’Istituto di Ricerca
sulla Pesca Marittima (IRPEM) del Consiglio Nazionale
delle Ricerche di Ancona, grazie ad una équipe composta
da Massimo Azzali, Sarine Manoukian e Sergio Batacchio,
in collaborazione con la biologa Raffaella Tizzi del Delfinario
di Rimini.
Questi mammiferi marini emettono infatti impulsi acustici
particolari, detti click, che hanno energie (alcuni W/m2)
e frequenze (fino a 300 kHz) simili agli ultrasuoni usati
in medicina: “Si tratta – precisa l’Ing. Azzali – di messaggi
di cui possiamo definire il contenuto quantitativo, mentre
ci sfugge al momento quello semantico. Ma i risultati
di questa ricerca potrebbero darci importanti indicazioni
sull’affinità che esiste tra uomo e delfino nonché lo
spunto per ulteriori conoscenze su questi animali”. Brischigiaro,
autore di spettacolari record scientifici di apnea lineare
estrema sotto il ghiaccio e collaboratore per importanti
ricerche sulle modificazioni fisiologiche dell’uomo in
condizioni estreme, ha fatto con piacere da cavia: “Ho
avvertito chiaramente – precisa il campione di sub – gli
impulsi ultrasonici emessi dai delfini, ma ho anche risposto
con gesti, carezze e con un particolare strumento fatto
apposta per comunicare con loro: è come se ci fossimo
parlati ed è stato veramente emozionante”. |
TASK
FORCE DI SPECIALISTI IN AZIONE PER SALVARE LE TARTARUGHE
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha costituito
un gruppo di esperti per salvare le decine di tartarughe
della specie protetta Caretta Caretta, arenate sulla spiaggia
del Gargano a causa del freddo e delle forti correnti.
Saranno pure lente ma piano piano hanno invaso la costa
adriatica pugliese e si trovano ora in serio pericolo
sulle spiagge del Parco Nazionale del Gargano. Per salvare
le decine di tartarughe della specie Caretta Caretta,
ormai alla deriva, è sceso in campo il Consiglio Nazionale
delle Ricerche di Lesina (Foggia), che ha il compito di
controllare la situazione delle tartarughe e dei cetacei
in questa zona del mare Adriatico. “ Il problema maggiore
– spiega Paolo Breber, Direttore del CNR di Lesina - è
dato dalla difficoltà di perlustrare tutte le spiagge
della costa, che si snoda per quasi 50 chilometri e che
per buona parte non è accessibile ai mezzi motorizzati.
Quel che è sicuro è che ogni giorno, anche in brevi tratti,
se ne trovano almeno 4-5. Finora abbiamo recuperato 31
tartarughe vive, ma purtroppo altrettante sono state ritrovate
morte”. La task force del CNR, con l’aiuto delle capitanerie
di porto, sta comunque lottando contro il tempo per effettuare
interventi di pronto soccorso e prevenire possibili episodi
di sciacallaggio sulle carcasse delle tartarughe ancora
non recuperate. Tra le cause più probabili di questo esodo
il freddo, che indebolendo le tartarughe ne ha reso più
difficoltosa la migrazione, e una serie di cause imputabili
all’uomo, come ad esempio eliche, reti a strascico o ami.
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