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Le
sfide del futuro
A noi la scelta: o una partnership globale con cui prendersi
cura della Terra e del prossimo, o il rischio di distruggere
noi stessi e tutte le altre forme di vita.
Se scegliamo la prima opzione, dobbiamo modificare radicalmente
i nostri atteggiamenti, valori e stili di vita.
È indispensabile comprendere che una volta soddisfatti
i bisogni essenziali, lo sviluppo umano si basa fondamentalmente
su una maggiore ricchezza interiore e non su una maggiore
ricchezza materiale.
Possediamo le conoscenze e le tecnologie adatte per
provvedere a tutti e per ridurre il nostro impatto sull’ambiente.
L’emergere di una società civile globale sta creando
nuove opportunità per costruire un mondo più democratico
e umano. Le nostre sfide ambientali, economiche, politiche
e sociali sono collegate, e insieme possiamo forgiare
soluzioni inclusive.
Responsabilità universale
Per realizzare queste aspirazioni, dobbiamo scegliere
di vivere con un senso di responsabilità universale,
identificandoci con l’intera comunità terrestre oltre
che con le nostre comunità locali. Siamo contemporaneamente
cittadini di nazioni diverse e di un unico mondo in
cui il locale e il globale sono strettamente connessi.
La responsabilità per il benessere presente e futuro
della famiglia umana e di tutte le forme di vita spetta
ad ognuno di noi.
Lo spirito di solidarietà umana e il senso di affinità
con le altre forme viventi diviene più saldo quando
improntiamo la nostra vita sul rispetto del mistero
dell’esistenza, sulla gratitudine per il dono della
vita, riconoscendo umilmente il posto che l’uomo occupa
nel vasto ordine delle cose.
Ciò
di cui abbiamo urgentemente bisogno è una visione comune
di un sistema di valori basilari in grado di costituire
il fondamento etico dell’emergente comunità globale.
Pertanto, condividendo tutti la stessa speranza, affermiamo
la necessità dei seguenti principi interdipendenti per
uno stile di vita sostenibile e attraverso cui guidare
e valutare la condotta di ogni individuo, organizzazione,
attività, governo, e istituzione sovranazionale.
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