Ordine: Perciformi
Famiglia: Serranidae
Genere: Polypriom
Specie: Polypriom
americanum
Testo e foto di Leonardo
Mastragostino
Una giornata
calmissima, i preparativi per l'immersione al largo della
costa toscana tra Vada e Castiglioncello, la barca in balìa
di una dolce corrente, l'acqua trasparente; ad un cero punto
avvisto ed osservo alcuni rifiuti (plastica e legno) dalle
dimensioni abbastanza consistenti: sotto di essi sembra stazionare
un pesce ma non riesco a capirne l'identità in quanto parzialmente
nascosto ed all'ombra della "casa galleggiante".
Una volta in acqua appare chiaro il profilo di una cerniotta
che non gradisce molto il fatto di essere disturbata anche
se solamente a fini fotografici: cercare di toglierle il "tetto"
per ritrarla con la luce solare (mancadomi il flash in quel
momento) non porta a risultati iconografici molto soddisfacenti.
Il soggetto in questione è comunemente chiamato "cernia di
fondale" ma anche "cernia dei relitti" o "cernia della cassetta":
nel primo caso l'appellativo è giustificato dal fatto che
essa vive comunemente dai 100 ai 1000 metri di profondità
spesso in fondi rocciosi; nel secondo caso la giustificazione
deriva dal fatto di avere l'abitudine a rimanere intanata
anche in relitti affondati mentre il terzo caso la vede protagonista
della strana abitudine (connessa all'alimentazione?) giovanile
di salire in superficie e rimanervi sotto materiale vario
galleggiante alla deriva, che sia composto da tavole o cassette
di legno, da materiali plastici o altro ancora.
Il Polyprion americanum ha un corpo massiccio, poco compresso
sui fianchi, e una bocca da "politico" con mandibola prominente;
i denti sono conici e robusti ma non molto sviluppati. Per
riconoscerla come specie si deve osservare la grossa e caratteristica
protuberanza che compare all'altezza della pinna anale e dei
raggi molli della pinna dorsale. Il margine della coda è arrotondato
nei giovani e tronco negli adulti. La colorazione (vedi foto)
è bruno-violacea con macchie chiare e scure nei giovani; negli
adulti scompaiono le macchie e diviene bruna con sfumature
violacee su dorso e fianchi.
La specie (ordine Perciformi, famiglia Serranidi, genere Polyprion)
può raggiungere ben 2 metri per oltre 50 kg. Oggetto di caccia
anche da parte dei sub, abitualmente è pescata con palamiti
di profondità innescati a Molluschi, Crostacei e pesci come
Donzelle. Sembra comune nel Tirreno e lungo le coste siciliane.
Le carni sono molto apprezzate. I nomi dialettali più particolari
vanno dalla Scarpena de sasso oppure de salvadega a Trieste,
all' Addottu di Reggio e Palermo, al Dottu di Siracusa, a
Luxerna (adulto) e Pampanotto (giovane) di Genova.
La specie è distribuita in vaste aree geografiche a livello
mondiale (Atlantico, Mediterraneo centrale e occidentale,
alcune località degli Oceani Indiano e Pacifico, Nuova Zelanda).
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