(Breve
sosta per incontri, commenti e riflessioni)
di
Massimo
Cerino
Una
nuova pagina esordisce nel nostro magazine. Il titolo
di questo contenitore vuole evocare un territorio
libero da vincoli tematici, dove il “navigatore” possa
sostare qualche minuto in cerca di riflessioni sull’attualità,
sulla nostra cultura, ed in generale su tutte quelle
occasioni d’arricchimento intellettuale che dovrebbero
qualificare l’utilizzo di questo splendido strumento
fatto di plastica, metallo e silicio.
Ci rendiamo conto che il traguardo è ambizioso, e
subito vorremmo il conforto del gradimento da parte
dei nostri lettori. A loro sin d’ora chiediamo scusa
d’ogni insufficienza nostra, citando Miguel de Cervantes
y Saavedra che nel prologo al “don Chisciotte” esordisce
scrivendo: “ Sfaccendato lettore, senza ch’io lo
giuri potrai credermi che questo libro, figlio del
mio intelletto, io vorrei che fosse il più bello,
il più gagliardo, il più intelligente che immaginar
si possa.
Ma io non ho potuto disobbedire all’ordine della natura,
in cui ogni cosa genera cosa a sé simile. Pertanto,
che mai poteva procreare l’arido e mal coltivato ingegno
mio, se non la storia di un figliolo secco, noccioloso,
ghiribizzoso e pieno d’idee balzane e giammai da alcun
altro immaginate, come colui che venne generato in
carcere, dove ogni disagio ha la sua sede ed ogni
più tristo rumore la sua dimora?”.
Teniamo, invece, per buon auspicio le auliche parole
di Dante “ se tu segui la tua stella,/non puoi
fallire a glorioso porto” ed iniziamo subito con
qualche divagazione nell’ambito dell’uso delle parole.