Qual è lo stato di salute del nostro caro, vecchio pianeta Terra? Non buono, certamente. Un passo importante per la comprensione generale dei problemi e la loro valutazione evolutiva è contenuta in due “indicatori aggregati” messi a punto dagli scienziati: l’Indice del pianeta vivente -che riguarda lo stato di salute della biodiversità- e l’impronta ecologica -che riguarda lo stato di pressione umana sui sistemi naturali-.

Testo e foto di Leonardo Mastragostino

Per coloro che oggi sono ancora più fortunati di altri o distratti o che ignorano, la "sensazione", di questa situazione preoccupante giunge comunque (talvolta attenuata) attraverso molti media che percorrono ripetutamente vari argomenti tematici in scale dimensionali diverse: dall'inquinamento di un torrente o una zona umida alla scoperta di discariche abusive di rifiuti di varia natura, dalle quantità enormi di rifiuti urbani (che riscontrano un modello di vita all'insegna degli sprechi di energia e materie prime) alle città divenute camere a gas, dagli incendi dolosi al dissesto del territorio, dall'abbattimento delle foreste alla inarrestabile perdita di numerose specie viventi, dalla deplezione dello strato di Ozono al riscaldamento dell'atmosfera e delle acque, dalle mutazioni climatiche alla siccità e desertificazione, dagli effetti sulla salute derivanti da queste mutate condizioni ambientali alle carestie che condizionano variamente molte popolazioni, ecc.. Coloro che invece non sono fortunati e non possono nemmeno permettersi di essere distratti o di ignorare, non hanno le "sensazioni" di questi avvenimenti perché vivono il loro vario manifestarsi direttamente sulla propria pelle.
Ma alle certezze e alle sensazioni spesso non trova riscontro una divulgazione capillare della valutazione generale che sia anche la misura di quanto avviene connessa alle cause e che, in quanto misura, possa poi confrontarsi nell'evoluzione temporale successiva.

STATE OF THE WORLD
Alcune pubblicazioni o trasmissioni cercano di portare fuori dai confini del mondo degli "addetti ai lavori" questo tipo di cultura che ancora difficilmente può fare presa sulla massa, mentalmente disimpegnata da tante circostanze convergenti.
Certamente uno dei più autorevoli strumenti culturali è oggi lo "State of the World", del Worldwatch Institute, che annualmente aggiornato mette a fuoco in modo interdisciplinare i trend ambientali e sociali a livello globale; uno strumento culturale ormai tradotto in 30 lingue e che compare puntuale da molto tempo nelle librerie a fronte di un impegno del Worldwatch Institute che da un ventennio persegue l'obiettivo di favorire l'evoluzione verso una società sostenibile.
L'ultima pubblicazione, la cui edizione italiana è curata da Gianfranco Bologna, appare già nella sua importanza per l'ottima introduzione del medesimo curatore: i concetti illustrati, relativi alla impronta ecologica e all' indice del pianeta vivente, costituiscono certamente una limpida quantificazione di quello che sta accadendo a livello mondiale.
L'ottobre 2000 ha visto il WWF Internazionale pubblicare il rapporto Living Planet Report 2000, con il contributo del World Conservation Monitoring Centre del Programma Ambiente dell'ONU (UNEP), del Redefining Progress e del Centre for Sustainability Studies. In questo lavoro sono presentati i dati relativi allo stato di salute del pianeta sotto forma di due indicatori aggregati.
Il primo viene definito come indice del pianeta vivente e riguarda lo stato di salute della biodiversità.
Il secondo viene definito impronta ecologica e riguarda lo stato di pressione umana sui sistemi naturali.