Ordine: Perciformi
Famiglia: Mullidae
Genere: Mullus
Specie: Mullus surmuletus
Testo e foto di Leonardo
Mastragostino
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Il corpo
è poco compresso lateralmente, allungato. La testa è grossa
col profilo convesso; l'occhio, grande, è staccato dal profilo
superiore (a differenza di M. barbatus, il cui profilo anteriore
della testa è quasi verticale e dove l'occhio è aderente al
profilo superiore).
La bocca, ampia ed orizzontale, presenta sotto la mandibola
inferiore le due lunghe e caratteristiche appendici cutanee
dette barbigli, con funzione tattile. Il colore, variabile
a seconda l'ambiente, è generalmente rosso-arancio o rossastro
sul dorso e biancastro sul ventre; i fianchi, rosei, presentano
3-4 fasce longitudinali giallo-dorate.
La prima pinna dorsale è costituita da raggi spinosi contrariamente
alla seconda che è costituita da raggi molli. La specie ha
capacità mimetiche notevoli ed il suo colore, come detto,
si adatta alle circostanze ed al substrato; in relazione ad
un pericolo la colorazione cambia rapidamente, tanto da costituire
un segnale per il branco.
L'animale può raggiungere anche i 45 cm di lunghezza.
La Triglia di scoglio mostra le stesse abitudini di vita sia
nella fase giovanile che in quella adulta; vive su fondi misti
(sabbia, pietra, scoglio, fango, prateria a Posidonia e Zostera)
in prossimità delle coste e fino alla profondità di circa
60 metri. Le abitudini sono gregarie. Gli esemplari giovani
si spingono anche in acque bassissime e mostrano di non temere
l'uomo.
Gli esemplari adulti sono più sospettosi e talvolta si affossano
parzialmente nella sabbia rimanendo fermi allo scopo di passare
inosservati La specie è alla continua ricerca di cibo che
scova "frugando" nella sabbia, nel fango e nei detriti, con
i barbigli. Questa triglia si nutre abitualmente di Molluschi,
Vermi, Echinodermi, e di alcuni generi di Crostacei.
La pesca, viste le qualità delle carni (molto apprezzate),
si effettua in modo diversificato ed a ogni livello: la specie
è insidiata da tramagli, sciabiche, nasse, sciabichelli e
da semplici lenze.
La Triglia di scoglio era rispettata dai Greci (che la chiamavano
Trigle) che la consideravano sacra ad Eclate0.
I Romani la chiamavano Mullus ed era considerata prelibata,
tantoché divenne di moda comprarne a caro prezzo gli esemplari
di grosse dimensioni: divenne così di moda (si narra di esemplari
pagati 10.000 sesterzi (oggi 150.000 lire circa) ed ogni oltre
ragionevole limite che l'Imperatore Tiberio applicò una particolare
tassa sulla specie al fine di controllarne il prezzo.
Leonardo
Mastragostino
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