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Autore: Antonio Fulvi
titolo: "Il nuovo in groppa al mare, manuale del gommone"
pagine 320, 130 illustrazioni Lire 35.000
Collana "Il Tagliamare" Pisa, 2001
Editori Nistri Lischi, Pisa
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La
consistenza del volume di 320 pagine, con 130 illustrazioni,
già indica una lavoro non indifferente per l'esperto autore
Antonio Fulvi; dopo oltre 30 anni dalla pubblicazione del
primo manuale dei battelli pneumatici, l'ulteriore ampia esperienza
accumulata ha prodotto un nuovo volume denso di informazioni,
consigli pratici -specifici e generali- per principianti o
meno, descrizioni di accessori importanti e soluzioni mirate.
Nei 37 capitoli tecnici in cui è strutturato il manuale si
può trovare veramente di tutto: dai consigli più elementari
(ma estremamente importanti) per il neofita, quali la scelta
del gommone, la pressione, l'autonomia, l'ancoraggio, l'ormeggio,
l'accessoristica, la sicurezza e quant'altro del vasto mondo
legato a questa tipologia nautica specifica ed alla nautica
(e navigazione) in generale. La nuova edizione condensa quanto
di moderno e nuovo esiste nel settore, affiancandovi un passato
ricco di ricordi, esperienze, tecniche, errori, pionierismo,
ecc.
L'autore, noto giornalista ed appassionato di nautica (velista
e gommonauta) ha scritto il primo manuale nel 1969, quindi
un resoconto del raid del Tagliamare che lo ha portato fino
in Tunisia con 2000 miglia marine; ancora, assieme ad un altro
autore, firma una guida agli strumenti e accessori di bordo.
Il manuale mi piace (devo parlare in prima persona) perché
ritrovo esperienze e situazioni vissute in prima persona,
ed una serie di indicazioni ed "invenzioni" tecniche di circostanza
che appartengono alla gommonautica più tradizionale e per
certi aspetti più economica ed integrata all'intendere il
rapporto col Mare in un certo modo . Per esempio nel capitolo
32, "una vela per l'emergenza", si insegna ad utilizzare quanto
a bordo in caso di avaria e quindi come i remi, il mezzo marinaio,
il tendalino, qualche cima, possono divenire l'armatura efficacissima
per tornare a terra (col vento giusto); senza fortunatamente
aver mai avuto una necessità del genere, ho attuato spesso
in alcune circostanze questo modo di navigazione "a vela"
ove le condizioni locali lo permettevano, per esempio lungo
la parte adriatica della penisola salentina con i venti dal
primo quadrante frequentemente disposti quasi parallelamente
alla costa: è stato un bel risparmio di carburante, di rumore
e vi assicuro ad una bella velocità!
Il capitolo 10, "i dispetti dell' autonomia", riporta a galla
tanti altri miei ricordi di gommoni e piccole imbarcazioni
rigide rimorchiati perché senza carburante: quanti non conoscono
il consumo orario del proprio f.b. e quanti non valutano la
distanza in miglia che li divide da una meta prefissata!
Che dire ancora degli ormeggi o dell'ancoraggio? Rispondo
con l'episodio raccontatomi di un ormeggio in arrivo gettando
l'ancora sulla banchina, o l'aver visto "transitare" gommoni
e barche di ogni prezzo alla deriva a causa dell'ancora che
ha mollato, e ancora di gommoni finiti spiaggiati a causa
del cambio della situazione meteomarina; su questi argomenti
e sulle possibili conseguenze degli errori, in tanti possono
far tesoro delle indicazioni di Fulvi!
Chi è a digiuno completo di arte marinara può trovare nel
libro anche le nozioni più elementari, come la tipologia e
l'esecuzione dei nodi maggiormente utili ed usati.
La navigazione in mare, anche con cattivo tempo, è un altro
capitolo molto importante: anche qui devo riportare l'esperienza
come spettatore di un piccolo gommone nuovo di zecca, sbattuto
sugli scogli dai frangenti di onda lunga in una splendida
giornata senza vento, dovuti al residuo di onda lunga di una
mareggiata precedente: conseguenza incauta dovuta solo all'
essersi avvicinati troppo alla costa e senza alcuna esperienza
e comprensione di "mare".
Ma nel manuale non troviamo solo indicazioni strettamente
riferite ai battelli pneumatici (vedi lo sci di acqua, ecc.)
e/o per quando si è in mare, ma anche per i problemi e le
situazioni all'asciutto: ad esempio quando si carrella il
proprio gommone a seguito dell'auto.
Successivamente ai 37 capitoli tecnici ed alla conclusione,
ben 9 racconti di esperienze gommonautiche completano efficacemente
il manuale: si spazia dall'assistenza alle vittime dell'alluvione
del 1966, alla navigazione sul Nilo ed in Amazzonia,, ad un
salvataggio durante una regata, all'esperienza con una pericolosa
mina spiaggiata, ecc.
E' infine veramente divertente rilevare ed annotare la sottile
vena ironica in varie foto, dove la didascalia spiega dell'accessorio
illustrato (per es. la torcia elettrica o il prendisole di
prua) ma dove nella medesima illustrazione compare spesso
qualche bella ragazza che confonde leggermente il lettore
su quale sia realmente l'accessorio più importante ed utile
a bordo!
In definitiva, questo lavoro editoriale, è un manuale da seguire
per i consigli e per informarsi ma anche un testo da leggere
come un racconto prima o durante le vacanze marine.
Leonardo
Mastragostino
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