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Il cerchio perfetto e pallido della luna piena si riflette
nella grande specchiera della mia camera donando alla stanza
una magica luce. Un vento leggero e tiepido entra dalla finestra
aperta facendo tintinnare i cristalli del grande lampadario
a
gocce di un suono cristallino, gioioso.
Testo di "Scricciolo"
Sento il corpo sempre più pesante, ho la sensazione di sprofondare
nel materasso. Non un solo pensiero sta attraversando la mia
mente. Qualcosa di improvviso quanto inaspettato mi sfiora
il viso. Sembra il soffio di una persona, un alito che profuma
di fiori come l'aria che respiro. Dolce, delicato, mi fa sussultare,
non di paura, ma di stupore.
- Non temere. -
La voce calda e profonda non viene percepita dalle mie orecchie,
ma la sento vibrare dentro di me.
- Vieni, non temere, voglio farti risentire alcune emozioni
che hai già vissuto, ma in parte dimenticato. -
Un forte calore si impossessa del mio corpo e una forza invisibile,
ma sicura, mi spinge a sedermi nel letto.
- Vieni, ti starò vicino. Ora puoi vedere, lo desideri tanto!
-
Mi alzo incerta nei movimenti, racchiusa in questo corpo così
pesante. Davanti a me, dal nulla, appare una porta. Stendo
una mano per toccarla, ma il mio braccio scompare in essa
come inghiottito da una nuvola.
- Cammina, passa dall'altra parte, non hai bisogno di aprirla.
-
Con una leggera inquietudine muovo alcuni passi e mi trovo
dove già è arrivata la mia mano. Una porta fatta d'aria, evanescente
come nebbia. Oltre c'è il buio.
- Non hai bisogno di vedere, il tuo corpo sostituirà i tuoi
occhi. C'è una scala davanti a te. Ogni scalino racchiude
un'emozione già vissuta nella tua vita. Sarai tu a scegliere
quale di esse rivivere fermandoti sullo scalino che la custodisce.
Vai ora. -
Sono scalza e il contatto con il pavimento freddo mi fa leggermente
rabbrividire. Muovendomi goffamente trovo il primo scalino.
Lentamente vi salgo e subito, partendo dai miei piedi, sono
investita in tutto il corpo da un'ondata di calore. Mi lascio
avvolgere da questo tepore, riempiendomi della beatitudine
che esso mi dona. Un suono ritmico, profondo e costante, un
suono antico e familiare mi rapisce la mente catturando la
mia attenzione. Un benessere intenso, un senso di
sicurezza e protezione mai avvertite. Quel suono è così dolce,
così incredibilmente conosciuto. L'emozione accelera il pulsare
del mio cuore e all'improvviso anche il suono accelera adeguandosi
al ritmo dei miei battiti. Per la sorpresa il mio cuore smette
per un secondo di battere e anche il rumore cessa per un attimo.
Riprende seguendo il mio ritmo, scandendo all'unisono i secondi.
Un ritmo di vita, un ritmo d'amore.
Capisco
il perché del benessere che mi pervade, della sicurezza che
sento. Sono nel ventre di mia madre e il suo battito è in
perfetta sintonia con il mio. Come se l'emozione avesse risucchiato
tutte le mie forze, mi rannicchio sullo scalino. L'aria si
fa densa e mi sento galleggiare come se fossi immersa in un
liquido, mi lascio cullare da questa gioia infinita. Ho la
certezza che nulla può toccarmi, mi sento invulnerabile, protetta,
racchiusa in un nido d'amore. La voce misteriosa mi distrae
dalla mia beatitudine.
- Vieni, dobbiamo andare. Tra poco nascerai, è troppo doloroso
per te rivivere questo momento. -
Non riesco a rimettermi in piedi, non voglio farlo. Sto così
bene qui, vorrei restare per sempre. Non ho bisogno d'altro.
Desidero solo farmi cullare da questo dolcissimo battito.
Improvvisa, una fitta di dolore mi fa vacillare e annaspo
nello scalino liquido, la paura mi ghermisce. Ho perso il
contatto con il cuore di mia madre e l'angoscia e il senso
di rifiuto che mi accompagneranno per tutta la vita nascono
in me. Sento il panico attanagliarmi le gambe.
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