Ordine:
Perciformi
Famiglia: Sparidae
Genere: Boops
Specie: Boops salpa
Testo e foto di Leonardo
Mastragostino
Questa
specie ampiamente diffusa lungo le nostre coste, è particolarmente
"fotogenica" per l'indole tranquilla e per la bella livrea:
dal colore del dorso grigio verdastro si passa all'argento
dei fianchi e del ventre, cui si aggiungono (longitudinalmente)
10-12 strisce giallo dorate. Una piccola macchia nerastra
si trova alla base delle pinne pettorali. Il corpo è compresso
lateralmente e di forma ellittica; l'occhio è piccolo ed anche
la bocca, con la mascella leggermente prominente. La pinna
dorsale è unica con 11-12 raggi spinosi e 14-16 raggi molli.
La specie può raggiungere anche i 3 kg (eccezionalmente) e
raggiungere 50 cm di lunghezza. E' classificata nell'ordine
dei "Perciformi", famiglia "Sparidae", genere "Boops" . E'
un animale gregario che possiamo incontrare (noi sub) in gruppi
piccoli o di centinaia di esemplari che si spostano lentamente
e, frequentemente, si fermano a "brucare" le alghe. Normalmente
vive a profondità limitate, entro i 20 m, sui fondi misti,
rocciosi, con sabbia e Posidonia ed anche alghe quali la "Lattuga
di Mare" ("Ulva lactuga"); quest'ultima alga è ricercata dagli
adulti ed essendo una specie che prolifera in acque inquinate
(particolarmente con inquinanti organici) giustifica conseguentemente
anche una maggiore presenza numerica della Salpa; dove esistono
scarichi fognari (con relativi inquinanti diversificati che
possono essere assunti dal pesce che vi staziona), è sconsigliabile
la pesca anche e non solo per il sapore delle carni che ne
viene condizionato; i giovani della "Boops salpa" (Linneo
1758) prediligono invece piccoli crostacei. La specie ha carni
comunque qualitativamente modeste. Viene pescata con tramagli,
nasse, rezzagli, lenze innescate variamente (dalla mollica
di pane alla "pasta", ecc.). Appena pescata è bene privarla
immediatamente degli intestini. La Salpa è parassitata da
Copepodi e Trematodi. Talvolta viene venduta fraudolentemente
per saraghi, ricciole o addirittura orate (sfruttando il fatto
del colore che permane dopo la morte e l'ignoranza dei poveri
acquirenti). I nomi comuni si assomigliano ovunque, spesso
alla l viene sostituita la r; differisce maggiormente solo
a Palermo (Mangiaracìna) e a Pescara (Bobba). Nello stretto
di Messina si rinvengono talvolta branchi di Salpe morte,
sembra avvelenate da una certa alga ma non conosciamo l'origine
esatta del fenomeno e, sebbene la bibliografia indichi comunque
la commestibilità di questi animali in questo caso preciso,
ci sentiamo di sconsigliarne l'uso alimentare (sia perché
non è rilevabile da quanto sono morte, sia perché le cause
reali non sono sempre determinabili se non attraverso indagini
precise, auspicando che pescatori disonensti non raccolgano
e vendano tale facile "pesca"). La specie è diffusa nelle
aree costiere e insulari del Mediterraneo ma anche nell'Atlantico
orientale tra il Golfo di Guascogna e il Sud-Africa (compresi
le isole e gli Arcipelaghi delle Azzorre, Canarie, Capo Verde,
Madera).
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