Ordine:
Perciformi
Famiglia: Carangidae
Genere: Seriola
Specie: Seriola dumerili
Testo e foto di Eleonora De Sabata
Curiosa
come una... ricciola. Una curiosità insaziabile quanto il
suo appetito è ciò che caratterizza questo pesce elegante
venato da una fascia giallo oro, soprattutto quand'è piccolo
e gira per il mare in banchi compatti e famelici di centinaia
d'individui. La riccioletta infatti deve crescere velocemente
per diventare più grande dei suoi potenziali nemici, e per
far ciò tutto quello che incontra si deve trasformare in energia:
sugarelli, muggini e sgombri, aguglie, acciughe e latterini.
Qualsiasi oggetto insolito attira l'interesse di questo splendido
pesce pelagico: le bolle d'aria di un subacqueo, il riflesso
del sole in superficie, un pezzetto di plastica, l'esca artificiale
trascinata da una barca; tutto dev'essere investigato con
attenzione perché potrebbe rappresentare una preda, del cibo,
energia. La curiosità delle giovani ricciole è leggendaria
e sconfina spesso con l'ottusità, tanto che ai pescatori più
esperti capita sovente di riuscire a catturare diversi individui
prima che il resto del banco si renda finalmente conto del
pericolo e si metta in salvo. Questa curiosità fortunatamente
si attenua con gli anni e l'esperienza: da grande la ricciola,
abbandonata la foga e l'ingenuità giovanile, si fa più smaliziata
e guardinga; mai insensibile al richiamo della novità, ma
accorta nel mantenere sempre la distanza di sicurezza. È un
animale sociale, soprattutto nei primi anni d'età: l'unione
fa la forza, soprattutto in mare dove il nemico si nasconde
nell'acqua torbida e ti piomba addosso all'improvviso. Cresciuta
in taglia, in astuzia e velocità, la ricciola abbandona la
sicurezza del banco e comincia a fare vita più solitaria,
pattugliando i fondali in compagnia di poche e fidate sorelle.
Giovani e adulti si radunano nel Canale di Sicilia a fine
maggio per la riproduzione: nelle acque di Lampedusa e Lampione,
ultime isole italiane in terra d'Africa, in questo periodo
se ne avvistano facilmente banchi immensi, riuniti in attesa
che maschi e femmine giungano a completa maturazione per rilasciare
contemporaneamente uova e sperma affinché il mare e la fortuna
li unisca e li fecondi. Passata la frenesia d'amore, in autunno,
con l'abbassarsi della temperatura, la ricciola si allontana
dalla costa e tende a scendere in profondità dove la temperatura
e' più costante e le condizioni più tranquille. Basta solo
guardarla per capire che la ricciola è pesce di alto mare
e abile nuotatore: lo tradisce la sua forma, compatta e perfettamente
idrodinamica. Qualsiasi tipo di irregolarità sulla superficie
corporea che possa creare resistenza e attrito è ridotta al
minimo: le pinne, quando sono ripiegate, scompaiono in tasche
apposite; le scaglie sono piccolissime e incastonate nella
pelle per produrre una superficie esterna liscia e priva di
asperità. Ma è la forma della coda a tradire la sua potenza:
sottile, falciata e relativamente rigida, oscillata rapidamente
e per angoli molto ridotti, produce una forte spinta in avanti
Di spunti di velocità notevoli la ricciola ha decisamente
bisogno visto le sue abitudini vagabonde, tanto più che spesso
si raduna in corrispondenza di secche e pareti verticali dove
la corrente è più intensa, e per questo il cibo più abbondante.
Ed ecco spiegata la voracità del pesce: quel suo corpo snello,
muscoloso, dalla forma perfettamente idrodinamica; insomma,
quella perfetta macchina per nuotare è perfetta si, ma anche
estremamente costosa da mantenere, in termini di energia.
Nonostante le sue abitudini e l'attitudine a essere un'ottima
nuotatrice, la ricciola si adatta bene a vivere in ambienti
stretti come le gabbie. Per questo, vista la bontà delle sue
carni e soprattutto la velocità di crescita così elevato negli
stadi giovanili, la ricciola è divenuta oggetto di ricerche
specifiche per poterla allevare in mare aperto.
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