Ordine:
Lofiformi
Famiglia: Lophiidae
Genere: Lophius
Specie: Lophius
piscatorius
Testo e foto di Leonardo
Mastragostino
La specie
è classificata nell'ordine dei "Lofiformi", famiglia "Lophiidae",
genere "Lophius. La strana forma dell'animale è funzionale
alla necessità di un mimetismo efficacissimo che viene impiegato
prevalentemente per la caccia statica alle proprie prede.
Il capo è enorme, appiattito e largo (con una bocca altrettanto
estesa, semicircolare) rispetto al corpo; gli occhi sono situati
superiormente. Posteriormente il corpo è conico e sottile
nella regione caudale. Caratteristiche le due pinne dorsali:
la prima è costituita da 6 lunghi raggi dei quali il primo
è mobile e molto lungo (recante all'estremità una espansione
che ricorda un pesciolino e serve ad attirare le prede); la
seconda, localizzata nella metà posteriore del corpo, è costituita
da 11-12 raggi riuniti; le pinne pettorali sono evidenti e
molto robuste mentre quelle ventrali, di inserzione giugulare,
rimangono totalmente nascoste quando l'animale è posato (queste
ultime servono, sui fondi molli, a scavare una buca per adagiarsi
e mimetizzarsi meglio); la pinna anale è opposta alla seconda
dorsale. Numerose le protuberanze sulla superficie del corpo
e di rilievo la frangia di appendici carnose, intorno al corpo,
che contribuiscono a renderne indefiniti i contorni e a esasperare
il mimetismo. Il colore è bruno-violaceo o bruno-grigio sfumato
di giallastro; presenti chiazze o maculature irregolari; il
ventre è biancastro. Il nome, "piscatorius", deriva dall'uso
del raggio lungo chiamato "illicio": questo viene utilizzato
come una "canna da pesca" con funzione di attirare altri animali
(pesci , crostacei, molluschi) tramite il falso pesciolino
alla sua estremità; raggiunto lo scopo, la Rana pescatrice
con uno scatto fulmineo ingoia il malcapitato per intero.
L'animale può raggiungere i 2 m e toccare il peso di 40 kg.
Vive sui fondi misti (rocciosi, fangosi, sabbiosi) tra la
superficie e i 1000 m; oltre a pescare mimetizzato sul fondo
può risalire a pelo d'acqua in cerca attiva di prede: è noto
abbia ingoiato anche uccelli marini posati sull'acqua; è molto
vorace. E' pescato essenzialmente con reti a strascico ed
anche con palamiti e lenze a fondo. Per alimentazione viene
utilizzata solo la parte posteriore del corpo; le carni sono
ottime e il sapore ricorda lievemente l'aragosta. E' abitualmente
chiamata "Coda di rospo" oppure "Tuttobocca" ma anche "Budegassa"
o semplicemente "Rospo". Questo animale, obiettivamente, non
è un campione di bellezza nell'accezione antropica del termine;
l'enorme bocca, non sappiamo perché, rammenta quella di certi
amministratori ed imprenditori che, scontenti dei loro pur
lauti guadagni e pensioni, sono dediti a recepire introiti
paralleli come ad elargire fiumi di parole in continui attacchi
di vacua logorrea, con promesse ed autoincensamenti, atti
ad "incantare e pescare" gli sprovveduti ascoltatori. La Rana
pescatrice è specie di larga diffusione: Mediterraneo, Mar
Nero, Atlantico, Oceano Indiano
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