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di
Donato Attolico
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Per
me il mare, anzi, la sua superficie è un grande sipario orizzontale.
Su questo sipario da 14 anni spazio grazie ad una piccola
barca che in troppo pochi momenti, vista la mia cronica mancanza
di tempo, mi fa sentire "fisicamente" libero. Libero nel senso
che mi sono perfino ritrovato a cantare a squarciagola, da
solo, a due chilometri dalla costa, felice di apprezzare la
brezza sul viso, i gabbiani immancabili che come spiriti fanno
pensare a ciò che ho momentaneamente lasciato a terra, lo
spazio immenso davanti e dietro di me. Al di là di questo
sipario, dunque, c'è un altro mondo, anzi un'altra dimensione
del nostro; una dimensione con cui tentiamo modesti approcci
(tipo maschere, mute, bombole) ma che rimane sempre qualcosa
di troppo grande e diverso per noi umani. Dietro questo sipario,
in questo mondo silenzioso ed affascinante, vivono altri esseri
con le loro storie, i loro amori, le loro tragedie; sì, è
vero non sono uomini nel senso pensante del termine, ma il
fascino è che loro sono di là e tu di qua. In barca penso
spesso: "Quando avverrà l'incontro?" Ed ecco, ad esempio,
che in giornate di bonaccia totale, all'improvviso, il sipario
si apre ed un grande tonno salta fuori dall'acqua. E' vero,
io so che quel salto è il segnale di un'immane carneficina
che si sta svolgendo "oltre il sipario" a danno di un branco
di sardine, ma il fascino è nel sipario che si apre rivelando
per un attimo la scena; oppure, all'improvviso, un branco
di alici salta ripetutamente sull'acqua, annunciandosi nel
silenzio assoluto della mattinata con il rumore dei mille
corpicini che si tuffano ripetutamente; oppure pescando, accade
che sono convinto di aver preso una grossa pietra all'amo,
e invece vedo venire su un lucente ramo di corallo o una stella
marina. Tutti spiragli attraverso quel sipario in cui mi sembra
di sbirciare, solo sbirciare, perché se pure potessi mettere
la testa intera dall'altra parte, non potrei vedere molto
di più. In fondo è spesso quel che accade con le persone,
allorquando in alternativa ad una conoscenza approfondita,
è possibile o ci si sofferma volontariamente, solo su spiragli
di conoscenza, senza dispendiosi tentativi di capire, o meglio,
senza nessuna voglia di capire. Invece si potrebbero avere
bellissime sorprese. E così eccomi all'ennesima esperienza
dello "sbirciare" oltre il sipario. Mi trovavo due domeniche
fa al largo di Bari, per una battuta di pesca "divertente",
laddove con questo termine indichiamo, nel gruppo di amici
affezionati, la pesca al pesce azzurro, quello di branco,
costituito per lo più da lacerti e boghe gigantesche e talvolta
anche da sgombri. Trovarli quando si hanno intenzioni "serie"
di bolentino raffinato, è una dannazione, in quanto le esche
non riescono a superare i venti metri di "caduta" nella calata,
che già hanno preso qualcosa del branco; due, tre, quattro
pesci, dipende solo dal numero di ami del finale adoperato.
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