Ordine:
Perciformi
Famiglia: Pomacentridae
Genere: Chromis
Specie: Chromis chromis
Testo e foto di Eleonora De Sabata
È probabilmente
il più umile dei pesci mediterranei, sicuramente fra i più
abbondanti in assoluto delle nostre acque. È l'onnipresente
"guarracino", la castagnola, il piccolo pesciolino nero striato
d'oro che tutti conoscono, persino quelli che sott'acqua si
sono avventurati solo con maschera e pinne per un giro in
apnea: fitti branchi sciamano ovunque sui fondali rocciosi
del Mediterraneo (e dell'Atlantico orientale, visto che la
stessa specie, Chromis chromis, si trova dalla Guinea al Portogallo)
dalla superficie fino ai 30-40 metri di profondità. Ed è per
questo che ce ne occupiamo: capita spesso, infatti, che questi
pesciolini, che si nutrono del plancton che galleggia nell'acqua,
abbocchino inconsapevolmente al bolentino che, nelle calde
ore estive, i diportisti annoiati calano quando sono alla
fonda. La castagnola è carnivora e si ciba dei minuscoli crostacei
trasportati dalla corrente in sospensione nell'acqua, che
afferra con una serie di denti piccoli e conici. La bocca,
piccola e obliqua, si estende rapidamente trasformandosi in
una sorta di imbuto che in un attimo aspira la preda. Una
preda minuscola e spesso trasparente come l'acqua: per individuarla
la castagnola deve possedere una vista davvero acuta! I suoi
occhi, infatti sono di grandi dimensioni, con un diametro
pari a circa un terzo del capo. Poiché il plancton non è esattamente
ricco di energia come un uovo, la castagnola passa tutto il
suo tempo a mezz'acqua a investigare ogni oggetto che galleggi
in acqua. La sua curiosità è inesauribile e, se ogni movimento
brusco la fa ritrarre di scatto, la sua paura dura lo spazio
di un secondo: passato l'attimo di smarrimento, sembra dimenticare
tutto per riavvicinarsi ancora con maggior interesse. In perenne
indecisione fra timidezza e curiosità, la castagnola forma
degli assembramenti di centinaia di esemplari. Non si può
parlare in questo caso però di banco: ogni pesciolino in realtà
fa vita a se' e non potrebbe essere altrimenti visto che compete
con i suoi "amici-nemici" per lo stesso cibo. La loro associazione
è dettata più dalla ricerca della sicurezza nel numero che
da altro: le castagnole sono infatti bersaglio dei tanti pesci
per i quali non rappresenta altro che "mangianza". Una vita
difficile la sua, perennemente in bilico fra la spinta ad
allontanarsi dalla parete, lì dove il cibo è più abbondante,
e il ripararsi fra le rocce del fondale, dove i predatori
non riescono ad avvicinarsi. È per questo che di notte non
è difficile sorprendere le castagnole addormentate fra i rami
meno accessibili delle gorgonie: un rifugio soffice e sicuro
al riparo delle tante bocche affamate della scogliera. Di
castagnole ce ne sono sempre, comunque, un'infinità, le loro
schiere rinnovate annualmente nel corso di una stagione degli
amori che dura tutta l'estate. Chi scende con le bombole potrà
infatti notare come in questi mesi estivi molte castagnole
si tengano quasi incollate alle rocce, quasi appoggiate sul
fondo sul quale "scodinzolano" aprendo le grandi pinne pettorali.
Se vi avvicinaste a loro e osservaste con grande attenzione
notereste forse le sue uova, minuscole palline trasparenti
che papà castagnola accudisce con cura ossigendandole e rimuovendo
il detrito che vi si deposita sopra. Non solo: deve poi difendere
a colpi di muso il suo territorio dall'invasione di altre
castagnole e, ancor di più, da chi è in cerca di un pasto:
e uova sono un alimento altamente sostanzioso e quindi appetito
da molti. I piccoli di castagnola sono completamente differenti
dai loro genitori, tanto che per anni sono sembrati una specie
completamente diversa: tanto i grandi sono scuri, quasi neri,
quanto i piccoli indossano una livrea color blu elettrico.
Si radunano in sciami e si mantengono a bassa profondità,
tra i 5 e i 15 metri, nelle vicinanze di anfratti e spaccature
nella roccia. Man mano che crescono, la colorazione adulta
comincia a prendere il sopravvento: il corpo si tinge di nero
e solo il capo rimane venato di strie d'azzurro elettrico.
|