"Un altro luogo, un altro tempo."
Il vento fresco di terra, scendendo dalla vicina ed alta montagna, porta l'aria balsamica delle conifere che si confonde con le resine delle essenze litoranee; l'effetto lenitivo che ne deriva risulta così amplificato ed arricchito dalle molteplici sfumature profumate. Quando il mare è agitato e impraticabile, le acque limpide dei torrenti ci ospitano per un bagno rinfrescante. Tutti i sensi e la mente sono gratificati dall'intensità antica di quello che qui è presente e inalterato. Mi sto preparando lentamente alla consueta immersione fotografica; la parete sommersa a breve distanza dalla costa è facilmente raggiungibile: il tappeto verticale di gorgonie rosse ospita una microfauna ricchissima ed ogni volta si scopre qualche soggetto nuovo. Gli effetti benefici delle vicine aree protette si riflettono nitidamente anche in queste zone a margine: il pesce non è solo più numeroso, diversificato e solitamente meno timido ma anche di taglia maggiore. Alcune "costellazioni" di argentati saraghi fasciati o di occhiate si stagliano nel blu liquido. Mentre affondo lentamente verso i 45, 50 metri della sabbia chiara ai piedi della parete, scorgo le delicate ed eleganti castagnole rosa raccolte davanti alle anfrattuosità più o meno grandi, alcune ombrine nella loro livrea dorata, una giovane cernia che attende con la consueta curiosità un ritratto. La limpidezza dell'acqua alimenta la sensazione del volo, aiutato in questo dalla possibilità di variare l' assetto e salire e scendere a piacere. Sul fondo numerosissimi, deposti sopra la sabbia ma anche sotto la sua superficie, gli opercoli dell'Astrea rugosa, testimoni di tanti piccoli drammi naturali; questi "Occhi di Santa Lucia", piccoli gioielli naturali, sono scomparsi o quasi dalle zone battute dai subacquei: anche quelli che cadono sul fondo dalle conchiglie dove il mollusco è predato naturalmente, oltre a quelli vivi. Qui invece è diverso. L'aria che sta terminando mi permette ancora di "salutare" un gruppo di triglie intente a rovistare tranquillamente nella sabbia con la loro caratteristica lingua. Un dentice passa e ripassa veloce, anch'egli incuriosito dallo strano essere che vede, a breve distanza. I raggi del sole, che ho sempre potuto vedere anche dal fondo, mi attendono con la loro forza in superficie per accompagnarmi fino a sera in un'altra giornata di libera tranquillità.