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La Cernia
Ordine: Perciformi
Famiglia:
Serranidi
Genere: Epinepehlus
Specie : Epinephelus marginatus
Fra le otto specie di cernie che popolano il Mediterraneo,
comprese due provenienti da mari stranieri, la cernia bruna
Epinephelus marginatus è la più grande - può superare il metro
e mezzo di lunghezza per molte decine di chili di peso - la
più abbondante e certamente la più conosciuta fra i subacquei..
Osservarla mentre si libra immobile a mezz'acqua sul cappello
di una secca è ormai difficile soprattutto nei punti d'immersione
più battuti: per quanto non esistano statistiche di pesca,
è certo comunque che ovunque lungo le coste del Mediterraneo
il loro numero è diminuito drasticamente negli ultimi decenni.
Tanto che la cernia bruna è stata inserita, nella Convenzione
di Berna, tra gli organismi marini in pericolo e per la quale
devono essere adottate appropriate misure di salvaguardia
e gestione. La cernia bruna è un pesce pantofolaio: trascorre
la sua esistenza nei pressi della sua tana, che abbandona
soltanto per cacciare o quando si trasferisce a profondità
più elevate, dove l'acqua è più tranquilla, per svernare.
Pur essendo un pesce fortemente territoriale, la cernia però
non è aggressiva nei confronti dei suoi simili e spesso le
tane sono condivise da più individui. Vive su fondali rocciosi
molto articolati, in particolare lungo franate e pareti che
presentino grotte o cavità adeguate alla sua mole e che garantiscano
soprattutto un rifugio inespugnabile e una via d'uscita secondaria
per svignarsela in caso di pericolo. Questo tipo di fondale
poi promette una notevole abbondanza di cibo per un pesce
carnivoro come la cernia che si nutre di crostacei, piccoli
pesci, seppie e polpi, che caccia durante il giorno risucchiandoli
con un rapido scatto della bocca. Famosa "trans" del mare,
la cernia nasce femmina e diventa... cernio dopo alcuni anni,
un tipo di comportamento abbastanza comune in mare. I pesci
continuano a crescere nel corso di tutta la loro vita, ma
nonostante ciò non sempre la loro taglia è indice sicuro dell'età.
L'accrescimento dipende da molti fattori, anche esterni: una
cernia che viva in acque particolarmente calde e ricche di
cibo può raggiungere una certa taglia diversi anni prima di
un'altra delle stesse dimensioni che però nuoti in acque meno
favorevoli. E poi anche fra le cernie esistono le famiglie
di "spilungoni" e quelle di "tappetti" e che, a parità di
condizioni ambientali, danno vita ad esemplari di stazza diversa.
Alla schiusa, le larve sono più o meno tutte uguali perché
uguali sono le dimensioni dell'uovo; mediamente in un anno
raggiungono i 17 cm. di lunghezza circa per pochi etti di
peso; arrivano al primo chilo attorno al 5° compleanno, a
circa 40 centimetri e devono passare una ventina d'anni perché
arrivino al metro di lunghezza. Preda ambitissima per i pescatori
subacquei, che decine di anni fa furono protagonisti di vere
e proprie carneficine, oggi la cernia sta lentamente ripopolando
i fondali mediterranei. In Francia, dove da anni non si rinvenivano
che pochi esemplari, e tutte femmine, da qualche anno a questa
parte i fondali della Costa azzurra si vanno ripopolando di
piccole cerniotte di pochi centimetri di lunghezza, testimonianza
del fatto che, per qualche ragione ancora misteriosa, la Epinephelus
marginatus è riuscita a superare un momento critico che durava
da diverse decine di anni - qualcuno dice a causa della pesca
subacquea - ed è sulla strada della ripresa. La Epinephelus
marginatus vive lungo i fondali Mediterranei e in Atlantico
dall'Inghilterra al Capo di Buona Speranza.
Eleonora
De Sabata
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