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Autori:
Maurizio Bigazzi e Ida Fallegara
"Animali
pericolosi del Mediterraneo"
Editore Calderini-Edagricole, Bologna; lire 26.000.
Prima edizione maggio 2000.
Le 122 pagine, corredate di 160 illustrazioni
di Nicola Lagalante e Antonio Tabanelli, percorrono in modo completo
il panorama costituito dai numerosi viventi, invertebrati e vertebrati
marini mediterranei (ma anche dei mari tropicali) che possono costituire
in vario modo un pericolo per l'uomo. Non dimenticandoci che l'uomo
è sostanzialmente il "pericolo numero 1" per la sua stessa specie
(in modo diretto ed indiretto) oltre che per il mondo costituito
dai viventi, appare del tutto utile conoscere i profili biologico,
ecologico, etologico o quanto altro di significativo delle specie
potenzialmente pericolose; vogliamo sottolineare "potenzialmente",
in quanto è spesso il nostro comportamento non corretto nei confronti
delle specie animali o altre specie viventi, l'ignoranza o addirittura
l'offesa nei loro confronti o verso i parametri ambientali che portano
a conseguenze indesiderate ma del tutto naturali: questo importante
concetto lo si evince nelle pagine della guida che divengono (e
formano) cultura anche educativa, cultura che allontana concetti
e credenze errati purtroppo variamente diffusi nella popolazione.
Il volume "apre la mente" al lettore già nella bella e significativa
introduzione ove si affrontano le nozioni sulle diverse tossine,
comprese quelle riconducibili ad alcune piante marine o ai Protozoi;
quindi gli aspetti cognitivi ricordano l'importanza dei viventi
marini come "ricca sorgente di farmaci naturali": molti i prodotti
curativi importanti sin dall'antichità ed oggi riconfermati (antimicrobici,
antifungini, antitumorali, ecc.). I soggetti dei diversi gruppi
vengono descritti attraverso l'identificazione iconografica (disegni)
e quindi con i nomi scientifico e comune; seguono i caratteri distintivi,
le note biologiche, la distribuzione e l'ambiente di vita, i rapporti
con l'uomo, la tossicità e infine la prevenzione e i consigli. Quanto
riguarda alcuni soggetti dei mari tropicali, oltre all'interesse
specifico per la probabilità di poterle incontrare nei nostri viaggi
all'estero e fuori dal Mare Nostrum, sappiamo quanto le mutate condizioni
climatiche (ed interventi ingegneristici come Suez) abbiano provocato
l'ingresso in Mediterraneo di specie un tempo esclusive di latitudini
più basse e aree marine-oceaniche diverse; questo fenomeno che è
in evoluzione e di cui non sappiamo ancora la portata finale della
sua evoluzione, potrà comunque permetterci anche incontri inaspettati
in alcune aree meridionali del bacino del Mediterraneo, per i quali
è bene essere preventivamente preparati. Prima della bibliografia,
un piccolo glossario aiuta in una terminologia specifica che può
risultare difficile ad una parte dei lettori. I testi sono scritti
con linguaggio comprensibile al grande pubblico, ma di precisa fonte
scientifica; il manuale è rivolto a chi frequenta l'ambiente marino
per lavoro o per svago, a chi si alimenta dei prodotti del mare.
Leonardo Mastragostino
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