Il pesce serra

Famiglia-Pomatomidi
Nome scientifico-
Pomatomus saltator

 

 

 

Fra tutti i pesci che nell'arco delle nostre uscite in barca ci capita di insidiare, il serra è il predatore per eccellenza; ha abitudini gregarie e con l'arrivo della primavera si avvicina alle nostre coste sempre in caccia di piccoli pesci e cefalopodi da dilaniare con i suoi taglientissimi denti. La sua voracità è tale, che intorno alla sua figura si sono creati grandi miti: si narra, infatti che uccida le sue prede più per istinto che non per soddisfare il proprio fabbisogno alimentare. E' un forte "esibizionista" e questo lo possiamo notare sia durante le cacciate, sia durante il combattimento, con fughe e salti incredibili per la gioia di ogni pescatore. Il suo aspetto è molto particolare, ha un colore grigioverde sul dorso con varie striature gialle sui lati; la testa e la coda assomigliano molto alla ricciola mentre il corpo alla spigola, la caratteristica che lo differenzia da ambedue le specie citate è la bocca, corredata da denti affilatissimi atti a recidere anche monofili sovradimensionati quindi è consigliabile sempre munire il nostro finale con uno spezzone di treccia in acciaio termosaldante. La tecnica appropriata per tentare la cattura del pesce serra è la traina sia col vivo che con l'artificiale. Nel primo caso, il nostro serra gradisce soprattutto muggini e aguglie, mentre per il secondo caso ottimi risultati si sono avuti usando il nuovo Rapala Mugginetto Testarossa da 14 cm, trainato ad una velocità di 4 nodi, circa filando dalla canna all'esca circa 40 metri. La sua diffusione negli ultimi anni è molto omogenea soprattutto nelle zone sud occidentali e centrali dell'Italia, con grandi assembramenti e conseguenti catture nella zona della bassa Liguria e della Versilia, nelle vicinanze delle foci dei fiumi... Sui banchi delle pescherie questo predatore non è molto conosciuto ma vi posso garantire l'ottima qualità delle carni.

Testo e foto di Maurizio Pastacaldi