La ricciola

Famiglia-Carangidi
Nome scientifico-Seriola dumerili

 

La ricciola è la regina del mare in tutti i sensi: per il suo aspetto maestoso e signorile, per la sua forza che esprime durante il combattimento, provocando nell'angler un’emozione unica che nessun'altro predatore del sottocosta può dare; ultimo, ma non per qualità, per la bontà delle sue carni molto ricercate dai ristoratori e dai buongustai. 

E’ un pesce pelagico appartenente alla famiglia dei carangidi, ed è facilmente riconoscibile grazie al suo corpo slanciato, dal colore verde-marroncino sul dorso, mentre sui lati la livrea -a seconda dell’età-  varia dal grigio argenteo al giallo dorato (nei primi stadi della sua esistenza); altre sue caratteristiche sono la grande coda e soprattutto l’enorme bocca senza denti, ma dotata di forti mascelle abrasive atte a dilaniare anche prede di ottima taglia. Nello stadio giovanile le ricciole si riuniscono in branchi per compiere lunghe migrazioni sempre in cerca di cibo e di acque temperate. Questo comportamento le porta ad essere facile preda -soprattutto nel periodo estivo- della traina di superficie. Come si può vedere nella foto, la loro voracità è tale, da portarle ad attaccare -in due e simultaneamente- l'aguglia innescata dal pescatore. 

Nello stadio adulto le ricciole raggiungono ottime dimensioni e, nel bacino mediterraneo, dal mese di giugno fino ad autunno inoltrato, è possibile trovare esemplari di uno, due metri, dal peso  che può oscillare dai 20 ai 40 chili ed oltre; quindi "armiamoci di canne e mulinelli e partiamo"...  è il nostro momento.

Una delle tecniche più adottate per la loro cattura è la traina con il vivo; questo sistema di pesca che nasce nelle acque di Ponza, viene praticato prevalentemente nel sottocosta e praticamente con tutti i tipi di imbarcazione; è sufficiente non superare i due nodi di velocità.  In conclusione vi assicuriamo che dopo un combattimento, qualunque sia la stazza della "bestia", quando arriva sotto bordo è sempre una grande gioia  vederla volteggiare dal profondo blu, e l’emozione che si prova è sempre grande proprio come fosse la prima volta. In conclusione, buone ricciole a tutti: è il miglior augurio che si possa regalare agli amanti della traina costiera.

 

                                                                                                                          Maurizio Pastacaldi