Il colpo di sole

A cura di Roberto Baldi Primario U.O. Medicina dello sport- ASL 4 Prato

Il sole, questo dispensatore di energia che batte il tempo della nostra
esistenza sin da quando eravamo cellule e che molti popoli antichi
identificarono come Dio creatore, simbolo percepibile della vista stessa,
ha ancor oggi vittime ignare di questo "culto", trasferitosi dai templi
alle barche, dove il navigante ebbro di raggi ultravioletti si "prostra"
(si fa per dire) al dio sole.
Nel bel mezzo del "rito", capita che il malcapitato avverta un leggero
obnubilamento del sensorio, polso piccolo e frequente, vertigini, in rari
casi vera e propria perdita di coscienza con ipotensione marcata. E' il
classico "colpo di sole", che si verifica solitamente in giornata di
calura marcata, soprattutto di forte umidità dell'aria, allorché l'eccessivo
livello igrometrico impedisce la dispersione di calore.
Il tutto si risolve spesso nel porre il malcapitato in posizione sdraiata,
al riparo dal sole, ventilandolo per quanto possibile, togliendo gli
indumenti, facendo spugnature con acqua fresca. Nei casi peggiori è utile
un qualche analettico cardiorespiratorio e, se il problema sussiste,
addirittura il ricovero ospedaliero.
Fra le raccomandazioni a carattere preventivo: limitare l'esposizione
nelle ore malefiche dalle 11 alle 15; usare un copricapo; moderare l'attività
proporzionalmente all'aumento di temperatura; ingerire liquidi prima e
durante l'esercizio fisico.
Fondamentale raccomandazione: il sole vuole che gli si dia del "lei",
anche se si è navigatori provetti con abbronzatura ideale. Gli eccessi di
confidenza quasi sempre lo indispettiscono....