Il "nemico"
invisibile

La luce solare è composta da una gamma
di onde elettromagnetiche delle quali solo alcune possono essere
percepite dall'occhio umano, distinte in colori da determinate lunghezze
d'onda -vedi il fenomeno dell'arcobaleno che si manifesta in particolari
condizioni, per cui la luce "bianca" solare viene suddivisa
nelle radiazioni visibili che la compongono-
Testo
e Foto di Leonardo
Mastragostino
Ogni
lunghezza d'onda può essere assorbita o riflessa in modo diverso
dai gas, dai liquidi e dai solidi che incontra, in base alla loro
natura chimico-fisica. Per fare un es. (semplificando i concetti
per motivi divulgativi) nel campo del "visibile", noi
possiamo vedere un oggetto rosso perché quella lunghezza d'onda
è riflessa dal materiale che costituisce l'oggetto, mentre le altre
sono assorbite e la loro energia si trasforma in calore.
Vi sono anche, nell'emissione elettromagnetica solare, onde che
il nostro occhio non può percepire: per es. le radiazioni Ultraviolette
(UV); queste, secondo le lunghezze d'onda, sono suddivise in A,
B, C.
L'UV-A è importante nell'attivare processi fotochimici responsabili
della generazione di inquinanti atmosferici e della degradazione
delle plastiche.
L'UV-B è responsabile di possibili danni a livello molecolare nei
sistemi biologici (es. molecola del DNA) e nei materiali.
L'UV-C, per il suo alto contenuto energetico, viene chiamata "germicida".
Meno
Ozono... più UV
Abbiamo citato della possibilità che le onde elettromagnetica vengano
assorbite variamente da gas,
liquidi e solidi; l'Ozono ha la prerogativa di assorbire gran parte
degli UV-B e C. Questo gas si trova prevalentemente localizzato
in uno strato attorno alla
Terra, ad un'altezza compresa tra i 10 e i 50 Km.
Una significativa attenuazione
dell'Ozono è stata registrata negli ultimi 15 anni (per es. un altro
3% solo lo scorso anno), particolarmente alle alte latitudini.
Responsabile di questa situazione è l'uomo che ha prodotto gas (clorofluorocarburi
o CFC) che immessi nell'atmosfera,
compiono la distruzione delle molecole di Ozono più di quante se
ne riformino naturalmente; anche altre cause di natura umana sono
responsabili dell'attenuazione dell'Ozono stratosferico, quali le
immissioni in vario modo in atmosfera di ossidi di azoto (traffico
aereo, ecc.).
-Possibili
effetti sull'uomo, sugli ecosistemi, sui materiali-
A livello planetario l'incidenza dei tumori alla pelle è in aumento,
specie dove si svolgono prevalentemente attività all'aperto. Si
stima e si teme che tali malattie si diffondano ulteriormente in
presenza di maggiore irradiazione UV-B.
Gli scienziati hanno confermato la relazione prevalente tra tumori
della pelle e UV. Tali radiazioni possono inoltre danneggiare gli
occhi (cataratta, con possibile diminuzione o perdita della vista)
e diminuire l'efficienza del sistema immunitario (minore protezione
dell'organismo da infezioni e minore efficacia preventiva dei vaccini).
Molti effetti dannosi appaiono in età adulta ma è stato accertata
la relazione dell'esposizione eccessiva in giovane età e la possibile
insorgenza successiva dei tumori della pelle: di qui la necessità
di proteggere anche i bambini.
Appare chiaro che molti soggetti sono a rischio: o per la loro attività
lavorativa (coltivatori, pescatori, ecc.) che li espone al sole,
o anche per attività ricreative (turismo, sport, ecc.).
Per quanto riguarda gli studi sulla flora è stata riscontrata una
variabilita` di risposta a seconda dei vegetali interessati dalle
indagini (effetti individuati: riduzione nella crescita e produzione,
alterazione chimica degli organi vegetali, modificazioni della struttura
e morfologia). Relativamente agli ecosistemi gli scienziati ritengono
possibili le alterazioni nei processi di degradazione della lettiera
vegetale, nella competizione tra specie diverse, maggiore suscettibilità
a malattie fungine ed agli insetti.
Viene indicato come particolarmente importante sottoporre a controllo
gli ecosistemi acquatici perché l'attività fotosintetica del fitoplancton
(organismi unicellulari) sintetizza circa il 50% della sostanza
organica annualmente prodotta nella biosfera. Per quanto riguarda
i materiali, particolarmente colpite saranno le plastiche a causa
dell'effetto di precoce "invecchiamento" derivante dagli
UV-B.
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