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Ci
siamo posti l'obiettivo di suggerire, ai lettori della rivista,
delle possibili "tecniche" di maricoltura, attuabili anche
con le sole proprie forze e con pochi capitali a disposizione. Non
potevamo però dare il via all'iniziativa senza che vi fosse un buon
supporto scientifico che convalidasse i suggerimenti assieme a delle
valutazioni di carattere economico.
Siamo
partiti da un'osservazione scientifica (biologico-economica), che
consiste nell'andamento della curva d'accrescimento ponderale (più
o meno simile per tutti i pesci maggiormente richiesti dal mercato),
facilmente rilevabile per la spigola e per l'orata. Queste due specie,
in allevamento intensivo (ma anche in natura), hanno una curva d'accrescimento
del proprio peso assai interessante; c'è parso opportuno riportare
a parole l'interpretazione della curva d'accrescimento traendola
dall'osservazione attenta dei grafici osservati e riportati da Gino
Ravagnan nel suo volume "Vallicoltura Integrata".In
pratica queste due specie di pesce (con un accrescimento massimo
di poco superiore ai dieci chilogrammi), subiscono un accrescimento
economicamente abbondante, nella seconda estate di vita. In pratica,
nascono durante l'inverno, raggiungono i cento grammi di peso verso
la fine della prima estate per poi avere accrescimento quasi nullo
durante il periodo invernale e riprendere a crescere durante la
primavara ed estate del secondo anno. In questo periodo (a partire
da aprile del secondo anno), cominciano da poco più di 100 grammi
ed arrivano a fine estate con un peso medio intorno ai 300-350 grammi,
incrementato quindi di oltre duecento grammi.
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Considerazioni
sui tempi e sull'andamento dell'ingrasso di spigola e orata
Nel
ciclo d'allevamento in vasche a terra quindi (ingrasso di 1° e 2°
stadio), che copre un periodo di 20-21 mesi (più 3-4 d'incubatoio
e avanotteria), la neo spigoletta vedrà raggiungere il peso di 400
grammi a novembre dell'anno successivo, ovvero a circa due dalla
nascita. Le curve d'accrescimento però, mettono alquanto bene in
evidenza il fatto che, durante i primi 13 - 14 mesi, l'accrescimento
della spigoletta sarà modesto, sia per il fatto che da piccole l'aumento
ponderale, risente molto negativamente della loro "massa"
di partenza, sia perché costrette a trascorrere molti di questi
primi mesi in acque fredde avendo alle spalle quasi due inverni.
E' noto ormai che, durante i mesi freddi, i pesci mangiano assai
poco e accrescono altrettanto poco (di sotto a certe temperature
smettono addirittura totalmente di mangiare e pertanto anche di
crescere). Ad aprile-maggio (per chi non opera la "climatizzazione"
dei riproduttori, ma anche in altri periodi dell'anno per chi la
attua), avremo spigolette ed oratelle svezzate il cui peso varia
da appena un grammo fino alla trentina di grammi di peso. Questo
è il periodo giusto per gli acquisti da parte di coloro che attuano
il solo ingrasso, ma risulta fattibile soltanto da coloro che lo
effettuano a ciclo continuo, e che hanno la possibilità di fare
trascorrere - senza pericoli - il secondo inverno a questi avannotti.
Posti quindi all'ingrasso, questi piccoli nati a febbraio,
raggiungeranno il peso di 100-150 grammi (esattamente poco più di
un anno dopo), ovvero verso l'inizio della seconda estate di vita.
Oggi come oggi - invece - tutti gli avannotti svezzati che non sono
venduti dagli allevatori "riproduttori" prima della prima
estate di vita, sono allevati e ingrassati dagli stessi produttori
fino a che non raggiungono la pezzatura di mercato; questo proprio
perché successivamente alla modesta pezzatura di 20-30 grammi, la
mortalità dovuta ad eventuali trasporti nelle imprese degli ingrassatori,
diventa eccessiva e ne impedisce la convenienza. L'accrescimento
dell'orata è molto analogo a quello della spigola, anche se un po'
più veloce; alla fine del tredicesimo mese da quando è posta all'ingrasso
(siamo a fine d'aprile), peserà mediamente 140 grammi, alla fine
di maggio il peso medio sarà di 200 grammi alla fine di giugno,
250 grammi alla fine di luglio, oltre i 300 grammi alla fine d'agosto,
e 370 grammi verso ottobre.
Non
solo da porzione...
L'inesistenza
di una tecnologia che prelevi pesci da 100-150 grammi da un luogo,
e li trasporti in altro luogo, frena certamente molto l'immenso
sviluppo potenziale della fase dell'ingrasso, anche se, gli accorgimenti
scientifici e meccanici che ogni anno si conquistano consentono
di prevedere una sempre maggiore fattibilità dei trasporti di pesce
vivo di pezzatura sempre maggiore. Se fosse possibile trasportare
pesci da 100 e più grammi in allevamenti di maricoltura ai primi
d'aprile, avremmo un raddoppio del peso delle spigole nell'arco
di soli due mesi e mezzo, e potremmo cominciare a vendere al dettaglio
(proprio nel mese che per molti luoghi della nostra penisola avvia
a popolarsi di turismo), pesci che raggiungono la taglia dei 250
grammi per le spigole e 300 grammi per le orate. L'accrescimento
poi continuerebbe fino alla fine d'ottobre, con quasi la stessa
intensità raggiungendo in media i 350-380 grammi per la spigola
e i 450 grammi per l'orata. Insomma in quei cinque mesi estivi della
seconda estate di vita, il "pescetto" aumenta almeno del
250% rispetto al momento dell'acquisto (avvenuto solo quattro o
cinque mesi prima). Questo fatto, abbinato al vantaggio dovuto ad
una differenza non trascurabile del prezzo di vendita (si paga all'allevatore-riproduttore
e si vende in estate direttamente al turista o ai ristoranti baipassando
il pescivendolo), farebbe in modo che sarebbe possibile creare un
buon margine di remunerazione della propria attività; si consideri
- essenzialmente - anche l'effetto "disinquinamento" delle
carni, dovuto al fatto che il pesce è vissuto per, la parte preponderante
del suo accrescimento ponderale, in acque trasparenti rigenerando
tutto il proprio corpo più di una volta.
Conclusioni
Nel
prossimo futuro pertanto, se sarà superato il problema del trasporto
del vivo di medio-grandi pezzature, potrebbe accadere un fenomeno
molto analogo a quello che era in grande uso in certe regioni d'Italia
per i suini. In grandi aziende del nord, infatti, si operava la
riproduzione in grande stile, mentre l'ingrasso era effettuato da
altre persone talvolta frazionando in due l'intera fase dell'ingrasso
in questione. In Toscana, ad esempio, era classico acquistare il
magrone e portarlo a pesi di centocinquanta duecento chili e anche
più; ma v'era anche chi acquistava i lattonzoli svezzati e li portava
a magroni che poi vendeva al contadino per l'ultimo ingrasso. Per
l'allevamento del pesce di mare potrebbe verificarsi - con grande
utile per l'economia italiana - qualcosa di molto simile. I
limiti all'utilizzazione pratica di quanto sopra (acquistare pesci
pregiati semingrassati dalle imprese di coloro che operano la riproduzione
e trasportarli nel proprio allevamento per venderli durante l'arco
di uno o due mesi), dipenderà - in futuro - esclusivamente dallo
sviluppo della tecnologia del trasporto del vivo.
NOTA:
per precisazioni e suggerimenti sono disponibili nei confronti
di qualsiasi lettore che intendesse cimentarsi nel prossimo futuro.
Si richiede naturalmente che dettagli con accuratezza le condizioni
di partenza della proprietà e del fondale nel quale intende realizzare
la maricoltura. Risponderemo a tutti coloro che ci volessero scrivere
in Redazione o direttamente all'autore in Via XX Settembre 157D
- 50010 Sesto Fiorentino (FI), o che volessero telefonare allo
055/4492669 oppure al cellulare 0360.900702. |