I PRESUPPOSTI SCIENTIFICI PER LA REALIZZAZIONE DI PICCOLE MARICOLTURE  
Testo e foto di Leonardo Innocenti

  

Ci siamo posti l'obiettivo di suggerire, ai lettori della rivista, delle possibili "tecniche" di maricoltura, attuabili anche con le sole proprie forze e con pochi capitali a disposizione. Non potevamo però dare il via all'iniziativa senza che vi fosse un buon supporto scientifico che convalidasse i suggerimenti assieme a delle valutazioni di carattere economico.

 

Siamo partiti da un'osservazione scientifica (biologico-economica), che consiste nell'andamento della curva d'accrescimento ponderale (più o meno simile per tutti i pesci maggiormente richiesti dal mercato), facilmente rilevabile per la spigola e per l'orata. Queste due specie, in allevamento intensivo (ma anche in natura), hanno una curva d'accrescimento del proprio peso assai interessante; c'è parso opportuno riportare a parole l'interpretazione della curva d'accrescimento traendola dall'osservazione attenta dei grafici osservati e riportati da Gino Ravagnan nel suo volume "Vallicoltura Integrata".In pratica queste due specie di pesce (con un accrescimento massimo di poco superiore ai dieci chilogrammi), subiscono un accrescimento economicamente abbondante, nella seconda estate di vita. In pratica, nascono durante l'inverno, raggiungono i cento grammi di peso verso la fine della prima estate per poi avere accrescimento quasi nullo durante il periodo invernale e riprendere a crescere durante la primavara ed estate del secondo anno. In questo periodo (a partire da aprile del secondo anno), cominciano da poco più di 100 grammi ed arrivano a fine estate con un peso medio intorno ai 300-350 grammi, incrementato quindi di oltre duecento grammi.

 

Considerazioni sui tempi e sull'andamento dell'ingrasso di spigola e orata

Nel ciclo d'allevamento in vasche a terra quindi (ingrasso di 1° e 2° stadio), che copre un periodo di 20-21 mesi (più 3-4 d'incubatoio e avanotteria), la neo spigoletta vedrà raggiungere il peso di 400 grammi a novembre dell'anno successivo, ovvero a circa due dalla nascita. Le curve d'accrescimento però, mettono alquanto bene in evidenza il fatto che, durante i primi 13 - 14 mesi, l'accrescimento della spigoletta sarà modesto, sia per il fatto che da piccole l'aumento ponderale, risente molto negativamente della loro "massa" di partenza, sia perché costrette a trascorrere molti di questi primi mesi in acque fredde avendo alle spalle quasi due inverni. E' noto ormai che, durante i mesi freddi, i pesci mangiano assai poco e accrescono altrettanto poco (di sotto a certe temperature smettono addirittura totalmente di mangiare e pertanto anche di crescere). Ad aprile-maggio (per chi non opera la "climatizzazione" dei riproduttori, ma anche in altri periodi dell'anno per chi la attua), avremo spigolette ed oratelle svezzate il cui peso varia da appena un grammo fino alla trentina di grammi di peso. Questo è il periodo giusto per gli acquisti da parte di coloro che attuano il solo ingrasso, ma risulta fattibile soltanto da coloro che lo effettuano a ciclo continuo, e che hanno la possibilità di fare trascorrere - senza pericoli - il secondo inverno a questi avannotti.  Posti quindi all'ingrasso, questi piccoli nati a febbraio, raggiungeranno il peso di 100-150 grammi (esattamente poco più di un anno dopo), ovvero verso l'inizio della seconda estate di vita. Oggi come oggi - invece - tutti gli avannotti svezzati che non sono venduti dagli allevatori "riproduttori" prima della prima estate di vita, sono allevati e ingrassati dagli stessi produttori fino a che non raggiungono la pezzatura di mercato; questo proprio perché successivamente alla modesta pezzatura di 20-30 grammi, la mortalità dovuta ad eventuali trasporti nelle imprese degli ingrassatori, diventa eccessiva e ne impedisce la convenienza. L'accrescimento dell'orata è molto analogo a quello della spigola, anche se un po' più veloce; alla fine del tredicesimo mese da quando è posta all'ingrasso (siamo a fine d'aprile), peserà mediamente 140 grammi, alla fine di maggio il peso medio sarà di 200 grammi alla fine di giugno, 250 grammi alla fine di luglio, oltre i 300 grammi alla fine d'agosto, e 370 grammi verso ottobre.

Non solo da porzione...

L'inesistenza di una tecnologia che prelevi pesci da 100-150 grammi da un luogo, e li trasporti in altro luogo, frena certamente molto l'immenso sviluppo potenziale della fase dell'ingrasso, anche se, gli accorgimenti scientifici e meccanici che ogni anno si conquistano consentono di prevedere una sempre maggiore fattibilità dei trasporti di pesce vivo di pezzatura sempre maggiore. Se fosse possibile trasportare pesci da 100 e più grammi in allevamenti di maricoltura ai primi d'aprile, avremmo un raddoppio del peso delle spigole nell'arco di soli due mesi e mezzo, e potremmo cominciare a vendere al dettaglio (proprio nel mese che per molti luoghi della nostra penisola avvia a popolarsi di turismo), pesci che raggiungono la taglia dei 250 grammi per le spigole e 300 grammi per le orate. L'accrescimento poi continuerebbe fino alla fine d'ottobre, con quasi la stessa intensità raggiungendo in media i 350-380 grammi per la spigola e i 450 grammi per l'orata. Insomma in quei cinque mesi estivi della seconda estate di vita, il "pescetto" aumenta almeno del 250% rispetto al momento dell'acquisto (avvenuto solo quattro o cinque mesi prima). Questo fatto, abbinato al vantaggio dovuto ad una differenza non trascurabile del prezzo di vendita (si paga all'allevatore-riproduttore e si vende in estate direttamente al turista o ai ristoranti baipassando il pescivendolo), farebbe in modo che sarebbe possibile creare un buon margine di remunerazione della propria attività; si consideri - essenzialmente - anche l'effetto "disinquinamento" delle carni, dovuto al fatto che il pesce è vissuto per, la parte preponderante del suo accrescimento ponderale, in acque trasparenti rigenerando tutto il proprio corpo più di una volta.

Conclusioni

Nel prossimo futuro pertanto, se sarà superato il problema del trasporto del vivo di medio-grandi pezzature, potrebbe accadere un fenomeno molto analogo a quello che era in grande uso in certe regioni d'Italia per i suini. In grandi aziende del nord, infatti, si operava la riproduzione in grande stile, mentre l'ingrasso era effettuato da altre persone talvolta frazionando in due l'intera fase dell'ingrasso in questione. In Toscana, ad esempio, era classico acquistare il magrone e portarlo a pesi di centocinquanta duecento chili e anche più; ma v'era anche chi acquistava i lattonzoli svezzati e li portava a magroni che poi vendeva al contadino per l'ultimo ingrasso. Per l'allevamento del pesce di mare potrebbe verificarsi - con grande utile per l'economia italiana - qualcosa di molto simile. I limiti all'utilizzazione pratica di quanto sopra (acquistare pesci pregiati semingrassati dalle imprese di coloro che operano la riproduzione e trasportarli nel proprio allevamento per venderli durante l'arco di uno o due mesi), dipenderà - in futuro - esclusivamente dallo sviluppo della tecnologia del trasporto del vivo.

NOTA: per precisazioni e suggerimenti sono disponibili nei confronti di qualsiasi lettore che intendesse cimentarsi nel prossimo futuro. Si richiede naturalmente che dettagli con accuratezza le condizioni di partenza della proprietà e del fondale nel quale intende realizzare la maricoltura. Risponderemo a tutti coloro che ci volessero scrivere in Redazione o direttamente all'autore in Via XX Settembre 157D  - 50010 Sesto Fiorentino (FI), o che volessero telefonare allo 055/4492669 oppure al cellulare 0360.900702.