|
Bevande
e alimenti per i periodi caldi
Testo
di Roberto Baldi Primario U.O. Medicina dello sport - ASL 4
Foto
di Leonardo Mastragostino
C'è
un'alimentazione particolare dei periodi caldi? C'è, anche se restano
valide alcune regole buone per tutti i tempi ovvero distribuire
la razione alimentare in quattro-cinque pasti, in cui venga mantenuta
la proporzione di un 65% riservato ai glucidi, 20% ai grassi, 15%
alle proteine. L'alimentazione in genere deve rispondere anche ai
criteri tradizionali della varietà, gradevolezza e personalizzazione,
ma il rapporto fra i vari componenti non può essere alterato più
di tanto.
Ferme restando queste regole, alcune attenzioni particolari si richiedono
per i mesi estivi: vanno ridotti sensibilmente alimenti come il
maiale, il burro, il vitello, il cavolo bollito, il salmone bollito,
il formaggio vecchio,
che hanno tempi di digestione dalle
tre alle quattro ore.
Fra le concessioni di sicuro giovamento:
frutta e verdura. Usatene a volontà. Anche le bevande vanno distribuite
con criterio: si raccomandano liquidi in genere, consumati a temperatura
fresca (entro i 10°) per facilitarne il transito gastrico. Le acque
minerali, meglio se non gassate, possono contribuire alla reintegrazione
di sali che solitamente si perdono con la sudorazione. Se si effettua
esercizio fisico, ricordare che la dispersione di calore attraverso
il sudore, consente di eliminare 580 kcal/l e che se ne va una buona
percentuale di elettroliti, da reintegrare opportunamente. Da sconsigliare
in assoluto i superalcolici; tollerato il vino, per chi ne fa uso
anche in inverno, se utilizzato con moderazione.
L'ambiente marino, che è l'habitat usuale
di chi viaggia in barca, richiede anche tempi di assunzione alimentare
ben precisi, possibilmente distanti dagli orari di sole dardeggiante,
in cui l'attività digestiva può risultare difficoltata. E poiché l'esposizione
al sole è più o meno costante, anche se diversificata a seconda delle
stagioni e delle ore, ne deriva la raccomandazione di fondo della
morigeratezza. Qualche concessione in più al palato potrà essere riservata
semmai al momento in cui si attracca. Finisce allora il lavoro manuale,
può cominciare quello... dello stomaco. Ma il mangiatore pantagruelico,
sia chiaro, non è il tipo ideale per la barca, né per qualsiasi attività
motoria a carattere impegnativo. La concessione in più che si fa alla
cupidigia alimentare, è sempre qualcosa che si toglie alla vigilanza
e all'agilità di conduzione della barca. |