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Se
leggiamo la "carta di identità" di questa Gorgonia mediterranea,
apprendiamo che è inquadrata sistematicamente nel tipo Cnidari o
Celenterati, classe Antozoi, sottoclasse Ottocoralli (Antozoi dove
i polipi posseggono 8 tentacoli pinnati e 8 mesenteri completi;
sempre coloniali e con polipi interconnessi da un sistema di tubicini),
ordine Gorgonacei (Ottocoralli caratterizzati da scheletro assile
interno e corteccia contenente scleriti calcarei isolati e dentro
la quale si possono retrarre i polipi; in genere arborescenti e
ramificati), famiglia Gorgonidi (Gorgonacei con asse corneo privo
di scleriti; corteccia dell'asse suddivisa in scomparti; polipi
retrattili completamente in calici bassi, i quali sono talvolta
assenti, provvisti o meno di una corona di scleriti piccoli), genere
Lophogorgia (unico genere della famiglia), specie L. ceratophyta
(L.).
Il soggetto, noto anche col nome di Leptogorgia sarmentosa, si presenta
in colonie rigide, esili ma che raggiungono anche circa 100 cm di
altezza, con ramificazioni laterali non regolari; i rami principali
hanno uno spessore di circa 4-5 mm e la dimensione della sezione
dei rami diminuisce nei secondari e ancora di più nei terminali
che sono molto sottili (fino a circa 0,5 mm). I calici sono piccoli.
Il colore varia dal bianco al giallo, al rosso mattone, al porpora.
La specie, diffusa nel Mediterraneo occidentale, è possibile rinvenirla
sui fondi coralligeni e fangosi (misti).
La specie della foto è stata ritratta in località Castiglioncello
(Livorno), sottocosta a circa 30 metri di profondità, dove
il coralligeno termina sul fango.
Leonardo
Mastragostino
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