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A cura
del
 
  
SACS
S 680 GHOST

Dopo
aver presentato circa un paio di anni fa a Genova un battello piuttosto
innovativo e futuristico, il 590 Tomahawk, la Sacs quest'anno ha
stupito il pubblico accorso alla Fiera Internazionale Nautica con
un nuovo modello, meno fantascientifico come "arredo" del primo
menzionato ma con un nome abbastanza fuori dal comune per un gommone,
"Ghost", che tradotto alla lettera significa, fantasma.
Ora
per dire il vero di incorporeo questo battello non ha nulla, anzi,
è ricco di belle soluzioni, di idee e come sempre avviene nella
produzione del Cantiere pavese anche di un elevato standard qualitativo,
sia per quanto concerne i materiali impiegati che per le finiture.Il
Ghost comunque, è anche un battello tutto nuovo per quanto concerne
le misure in casa Sacs, essendo lungo quasi sette metri e largo
da gonfio 280 centimetri.
LA COSTRUZIONE

a Sacs si sa, è una delle aziende produttrici di battelli pneumatici
più consistenti e grandi dell'attuale mercato nazionale. Gran parte
del suo successo ottenuto in questi anni è dovuto alla cura dedicata
nella produzione dei propri battelli, al numero degli stessi prodotti
annualmente e sicuramente alle continue novità che sforna, tali
da garantire alla clientela la possibilità di una continua e costante
crescita sia come misure che come versioni da scegliere.L' S 680
Ghost si presenta esteticamente con linee molto aggressive. Sarà
il colore scelto per il tessuto, un grigio topo che ricorda molto
i battelli professionali (infatti il colore grigio è sempre stato
il colore principe per i battelli da lavoro, anche perchè i primi
tessuti gommati arrivati in commercio erano esclusivamente di questa
tonalità), rinvigorito da inserti di un giallo che si sposa benissimo,
sportivamente parlando, con il grigio predetto, ma sicuramente già
al primo colpo d'occhio il battello piace. I tubolari sono realizzati
con diametro costante di 58 centimetri e dispongono di serie di
tre maniglie per lato (tutte concentrate nella zona poppiera) e
di due prodiere, incollate poco sotto il bottaccio. Quest'ultimo
è duplice, ad unghia ed è sovrapposto con un breve intervallo tra
quello superiore e quello inferiore nel quale passa un inserto gommato
giallo. Oltre a ciò i tubolari offrono ancora ospitalità alle quattordici
manigliette tientibene costruite con il tessuto gommato ed ai tradizionali
scendibombola centrali. A prua è molto imponente la piattaforma/delfiniera,
che sporge dalla sagoma del battello quel tanto che basta per evitare
che durante le manovre di ancoraggio calumo ed ancora vadano a sfregare
contro il tessuto dei tubolari.In questa delicata operazione si
è coadiuvati da un musone salpancora in acciaio incassato in un
apposito canalone ottenuto al centro della piattaforma, in modo
da non sporgere e coperto da un portello. C'è inoltre la possibilità
di applicare anche un salpancora elettrico. Sempre sulla piattaforma
sono fissati due alti corrimano in acciaio, che servono più da protezione
a chi è addetto alle manovre di ancoraggio ed ormeggio che per chi
dovrebbe usarla per salire a bordo. Scendendo verso l'interno del
battello la piattaforma diventa un vano per l'ancora, con accesso
da un portello in abs. I gavoni sono distribuiti in modo razionale
ed anche tradizionale, ossia tra la zona prodiera rialzata dal piano
di camminamento, il centro scafo e la poppa.
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