Inoltre, può disporre delle funzioni di plotter "puro" o, meglio ancora, di chart plotter. Nel primo caso, l'utente può osservare la traccia del suo movimento attraverso i vari waypoint impostati o i marker di memoria. Nel secondo caso, il simbolo della sua imbarcazione si sposta effettivamente su una carta nautica elettronica che rappresenta, con il massimo dettaglio possibile, l'area geografica della zona in cui sta navigando. Su tale carta è possibile svolgere - in modo semplice e rapido - tutte le tradizionali operazioni di carteggio. Gli standard cartografici utilizzati dalle più grandi marche - comprese quelle americane e giapponesi - sono due, entrambi italiani. Il Navionics Seamless consente di ottenere una rappresentazione del globo in scala costante, che, negli apparati prodotti direttamente dall'azienda di Viareggio, risiede stabilmente nella memoria interna; poi, con l'inserimento di una cartuccia di memoria allo stato solido si può zoomare, per esempio, fino ai minimi dettagli di un porto, nell'ambito di un'area molto vasta.

Lo standard C-Map è invece basato sulla digitalizzazione ad altissima definizione di carte aventi anche scale diverse, secondo il procedimento detto chart-by-chart. Ne consegue l'esigenza di un'elevata memoria, che viene ottenuta mediante il giusto adeguamento della quantità di cartucce in rapporto all'estensione dell'area geografica entro la quale si intende navigare. DGPS Con questo acronimo si definisce il Differential Global Positioning System, del quale abbiamo scritto in diverse occasioni su riviste specializzate, suscitando una notevole curiosità tra i nostri lettori, anche perché, ufficialmente, si tratta di un sistema non ancora funzionante nel Mediterraneo. Diciamo subito che si tratta di un dispositivo capace di ridurre il già modesto errore del GPS, normalmente fissato a 15 metri dal Dipartimento della Difesa degli Usa - che ne detiene il controllo - ma in realtà esteso anche fino a 150 metri, soprattutto se c'è aria di guerra: non dimentichiamo, infatti, che si tratta pur sempre di un sistema nato e cresciuto per scopi militari. Ebbene, grazie a un Dgps Beacon Receiver, è possibile ridurre l'errore di 2/3, arrivando - in condizioni ottimali - alla notevole approssimazione di 5 metri. Al momento esiste un progetto congiunto, tra Guardia Costiera Italiana e Assonautica delle Camere di Commercio, per l'installazione di stazioni differenziali lungo le nostre coste ma, per vedere i primi risultati, bisognerà avere un po' di pazienza. Soltanto allora, i dispositivi per la correzione dell'errore - accoppiabili esclusivamente con i GPS appositamente predisposti - verranno importati regolarmente in Italia e, con molta probabilità, a prezzi decisamente più abbordabili di quelli attuali.

RADAR Il peggiore nemico di ogni navigante è rappresentato dalla nebbia, elemento tutt'altro che raro soprattutto in alcuni nostri mari. L'unico strumento capace di vincerla è il radar. Costituito da un apparato ricetrasmittente a onde cortissime (3-4 centimetri di lunghezza d'onda), esso è in grado di rilevare e mettere in evidenza sullo schermo - anche in totale assenza di visibilità - la presenza di oggetti di qualsiasi natura, a una distanza che consente di manovrare con largo anticipo, per esempio, per evitare la collisione con un'altra imbarcazione o per compiere un avvicinamento sicuro al porto di destinazione. Gli apparecchi più evoluti sono dotati di un misuratore di rilevamento e distanza, e di tutta una serie di regolazioni (anche automatiche, in alcuni casi) che permettono di aumentare la discriminazione dei bersagli, abbattere le interferenze, impostare allarmi anticollisione eccetera. La portata dipende dalla potenza dell'apparecchio, ma anche dall'altezza dell'antenna, la quale determina il cosiddetto orizzonte radar. Il costo del radar è progressivamente calato negli ultimi anni, mentre la qualità e la facilità d'uso sono nettamente aumentate. Oggi, soprattutto nelle zone tradizionalmente nebbiose, come l'Adriatico centro-settentrionale, non esiste alcun valido motivo per rinunciarvi. I prezzi dei modelli più adatti al diporto vanno da circa tre milioni e mezzo a dieci milioni di lire.