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Sono belli e fanno tanta scena ma, perché la loro presenza a bordo
sia giustificata, devono anche soddisfare le specifiche esigenze
dell'utente. Consideriamo gli strumenti più importanti per la pesca
e la navigazione.
Testo
e foto di Alessandro
Carraresi
Sopra
il nuovissimo Geonav 11 Flash della Navionics
La
scelta delle apparecchiature elettroniche di bordo è delicata quasi
quanto quella della stessa imbarcazione. Il rischio più comune è
rappresentato dalla scoperta di aver acquistato uno strumento assolutamente
inutile, vuoi perché inadatto a svolgere le funzioni desiderate,
vuoi perché poco potente. La colpa non è né della marca né dell'installatore:
più spesso la causa dell'insoddisfazione va ricercata nello scarso
approfondimento circa le proprie reali esigenze di pesca e nell'altrettanto
scarsa conoscenza delle funzioni effettivamente utili. Per salvaguardarsi
non basta essere disposti a spendere il massimo: molte volte, la
troppa potenza o le troppe funzioni finiscono col risultare altrettanto
inadeguate quanto le prestazioni insufficienti. L'ecoscandaglio
Quasi scomparso il "flasher" analogico (l'ecoscandaglio basato sul
sistema stroboscopico) e sempre meno utilizzato - soprattutto nella
pesca - lo strumento a lettura digitale, il mercato è ormai invaso
dai modelli video, quelli, cioè, che oltre a fornire il dato principale
(il valore che indica la misura del fondale), mostrano una più o
meno particolareggiata
rappresentazione del fondo, con i suoi picchi, le sue secche e addirittura,
in alcuni casi, non sempre graditi ai pescatori più evoluti, con
i simboli grafici dei pesci, rilevati alle varie quote.
Tuttavia,
nell'ambito professionale, non accenna a diminuire il gradimento
per l'ecoscandaglio scrivente che, installato su quasi tutte le
barche da pesca tradizionali, disegna il fondo su una striscia di
carta in rotoli, che avanza a velocità regolabile. La rappresentazione
è monocromatica, ma le varie tonalità di grigio (che sono determinate
dall'intensità dell'eco) permettono, a un occhio molto esperto,
di valutare la compattezza del fondo e di stabilirne quindi la natura
(fango, sabbia, roccia eccetera). Uno dei vantaggi offerti da questo
tipo di strumento è rappresentato dalla possibilità di formare un
piccolo archivio cartaceo, nel quale vengono conservate le "strisciate"
relative a quelle zone di pesca nelle quali si intende ritornare.
Per quanto riguarda i prezzi, si va da circa un milione e mezzo
a oltre 10 milioni di lire. L'ecoscandaglio "video tv" è basato
sulla stessa tecnologia rasterscan dei radar e assomiglia più o
meno a un televisore. Se è in bianco e nero, la rappresentazione
è alquanto simile a quella di un ecoscandaglio scrivente e, pertanto,
l'interpretazione delle tonalità intermedie segue la stessa logica.
Se, invece, è a colori, la scala dei grigi viene sostituita da una
scala cromatica, anch'essa dipendente dalla qualità del rimbalzo
dell'eco sul fondo o sugli ostacoli.
Nei
modelli più evoluti, si può arrivare sino a 16 colori: gli echi
più deboli (alghe e piccoli pesci solitari) formano immagini dall'azzurro
al verde; gli echi molto forti (roccia, banchi compatti e pesci
di grossa taglia) possono invece variare dall'arancione al rosso
fuoco. Sullo stesso schermo può essere mostrata tutta una serie
di informazioni aggiuntive, quali le temperature ambientali e superficiali,
i dati provenienti da altri strumenti interfacciati eccetera. Tra
i pochi limiti degli ecoscandagli video-tv segnaliamo la non facile
lettura alla luce del giorno (proprio come accade per la tv di casa)
e una certa sensibilità agli agenti atmosferici, ciò che costituisce
il motivo per il quale si ricorre sempre all'installazione nella
plancia interna. Per quanto riguarda i prezzi, i modelli in bianco
e nero si aggirano intorno al milione di lire; quelli a colori partono
da un milione (ma valgono meno di quelli in b/n dello stesso prezzo)
e possono superare i dieci.
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