
"Per
raggiungere il punto che non conosci devi prendere la strada
che non conosci “.
S. Juan de la Cruz
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Non
avendo mai scambiato tempo con denaro, ho sempre avuto molto
tempo e pochi soldi che ho utilizzato, tutte le volte che
ho potuto, per viaggiare, a bassa entropia, da solo o con
pochi amici. Personalmente mi
considero
un viaggiatore e se dovessi dare un consiglio a chi si accinge
ad intraprendere un viaggio gli direi : alla larga dai turisti
soprattutto se italiani. Alla parola “turista” mi scatta
una automatica allergia. Quel modo di “consumare” il tempo
l’ho sempre considerato la faccia speculare di una attività
lavorativa alienata che riproduce le sue logiche ed effetti
anche nei campi più insospettati dell’agire umano.
E’
luogo comune poi che il turismo di massa ha sugli ecosistemi
naturali ed umani gli stessi effetti devastanti di un cataclisma.
Il turista come il pellegrino medievale nei territori che
attraversa e nel paese in cui è diretto non ha niente da
cercare se non una conferma a ciò che sa già prima di partire
: la certezza del messaggio divino, il primo, la superiorità
totale del suo modello economico e sociale l’altro. Lo spostamento
è solo fisico e non mentale , una pausa ,nel caso del turista,
tanto più breve e costosa, quanto più intenso e remunerativo
sarà il lavoro a casa.
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Il viaggio quindi ,nell’era del turismo di massa è una occasione
per far graduatorie, per stilare pagelle di merito, giudizi
di valore secondo un metodo comparativo, tipico degli antropologi
vittoriani.
Chi mai potrà eguagliare la cucina italiana o addirittura
quella della mamma ? Chi la nostra moda e buongusto, chi
il nostro numero di automobili ? Assunti come valori dogmatici
impediranno di capire alcunchè del luogo che si accingono
a visitare le cui bellezze naturali non scambierebbero mai
con i beni strumentali acquisiti in patria. Si ripete un
po' lo stesso meccanismo che portò gli europei del XVI secolo
a classificare come subumani le popolazioni del Sudamerica.
I nativi erano vestiti molto succintamente, non opponevano
resistenza all’invasione , anzi nella maggior parte dei
casi accolsero pacificamente e con stupore gli uomini bianchi,
si accoppiavano con semplicità e disinvoltura, non avevano
proprietà privata.
Per un soldato spagnolo intriso dei valori della cavalleria
medievale e un prete cattolico intollerante da Controriforma
c’erano abbastanza elementi per una classificazione degli
indios fra le specie degli animali da soma, stato in cui
furono ridotti quelli che si sottrassero al massacro. Il
pellegrino nel suo viaggio penitente verso i luoghi sacri,
trova solo la conferma alla sua fede, cioè ad un atto volontario
pre-razionale in cui la realtà che vive deve essere inserità,
la sua chiave di lettura è fortemente ideologica e quindi
anche l’esito finale del suo viaggio è perfettamente prevedibile
nelle sue premesse culturali.