Sono ormai diversi anni che dedico molte ore di pesca nelle acque salmastre della Liguria alla ricerca di spigole e lecce sia per la loro taglia e combattività, sia per l’intrigante ricerca di nuovi artificiali costruiti dopo una accurata ricerca sulle abitudini di caccia di questi "feroci" predatori.

Testo e foto di Alessandro Ortolani

La mia stagione di pesca in acque salmastre comincia a primavera, verso aprile/maggio quando la temperatura dell’acqua è 16/18 gradi e dal mare cominciano a risalire i primi branchi di piccoli muggini e latterini. Le ore centrali della giornata sono le più favorevoli (specialmente con il sole) ed impiegando piccoli artificiali in pelo di cervo e marabou su amo 6/8 si potranno fare le prime catture di spigole a galla. Andando avanti con la stagione l’acqua si riscalda così le ore più favorevoli tendono a spostarsi verso l’alba ed il tramonto e diventerà sempre più importante seguire i flussi di marea durante i quali la spigola sferra le sue cacciate più belle anche se concentrate in poche decine di minuti. La stagione estiva la spigola tende a nutrirsi di più nelle ore notturne, per cui comincio ad insidiare un altro pesce molto aggressivo e spettacolare: la leccia.