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Inizia
con questo articolo la pubblicazione settimanale di alcuni
capitoli del libro "Della Patagonia e altri Sogni",
un'opera in cui la pesca a mosca va oltre l'aspetto tecnico,
per diventare un modo di rapportarsi al mondo naturale e fornire
al contempo un valido pretesto per viaggiare.
Per rendere più agevole la lettura abbiamo deciso di
illustrare queste pagine con foto attinenti ai temi trattati
e alle località visitate.
Chi fosse interessato alla lettura dell'intera opera può
richiederla a:
Servizi Editoriali Angolo Manzoni
Via
Cernaia, 34 - 10122 Torino
Tel. 011 5188405 - fax. 011 5178884
e-mail: info@angolo-manzoni.it

“Affettuosamente
guardò il fluire dell’acqua, in quel suo verde trasparente,
nelle linee cristalline del suo disegno pieno di segreti.
Perle leggere vedeva salire dal profondo, tranquille bolle
d’aria galleggiavano alla superficie, e l’azzurro del cielo
vi si rifletteva. Chi fosse riuscito a comprendere quell’acqua
e i suoi segreti -così gli pareva- avrebbe compreso anche
molte altre cose”.
Herman Hesse
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Pescare
non è solo una mania, uno dei tanti sport all’aria aperta.
L’acqua ha un simbolismo troppo antico e pervadente la cultura
di tutti i popoli per non avere ripercussioni significative
sulla psiche e sui comportamenti consapevoli e non di ognuno
di noi. Per quanto mi riguarda poi, la scelta di pescare a
mosca, una tecnica selettiva che permette la reimmissione
del pesce in acqua praticamente senza danni letali, è stata
un punto di arrivo fra l’esigenza di continuare ad esercitare
la pesca e i sopraggiunti convincimenti ambientalisti. Lo
ritengo un buon compromesso, niente di più.
Sono consapevole che un animalista avrebbe molte obiezioni
giuste da fare: con la pesca viene comunque inflitta una sofferenza
al pesce anche se nella stragrande maggioranza dei casi questa
non si rivela mortale; è comunque un esercizio di violenza
gratuito verso gli animali, dato che da tempo non si va più
a pesca per mangiare, ma solo per sport. Sono obiezioni non
facilmente aggirabili che personalmente , lo ripeto, risolvo
con un buona mediazione. Cosa si può dire a parziale discolpa?
I pesci, a differenza dei mammiferi, non hanno un sistema
nervoso tanto sofisticato per cui è presumibile che anche
la soglia del dolore abbia caratteristiche assai differenti
dalle nostre. Inoltre il mio approccio all’ambiente è di tipo
ecologista e non religioso.
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