Inizia con questo articolo la pubblicazione settimanale di alcuni capitoli del libro "Della Patagonia e altri Sogni", un'opera in cui la pesca a mosca va oltre l'aspetto tecnico, per diventare un modo di rapportarsi al mondo naturale e fornire al contempo un valido pretesto per viaggiare.
Per rendere più agevole la lettura abbiamo deciso di illustrare queste pagine con foto attinenti ai temi trattati e alle località visitate.

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“Affettuosamente guardò il fluire dell’acqua, in quel suo verde trasparente, nelle linee cristalline del suo disegno pieno di segreti. Perle leggere vedeva salire dal profondo, tranquille bolle d’aria galleggiavano alla superficie, e l’azzurro del cielo vi si rifletteva. Chi fosse riuscito a comprendere quell’acqua e i suoi segreti -così gli pareva- avrebbe compreso anche molte altre cose”.
Herman Hesse

Pescare non è solo una mania, uno dei tanti sport all’aria aperta. L’acqua ha un simbolismo troppo antico e pervadente la cultura di tutti i popoli per non avere ripercussioni significative sulla psiche e sui comportamenti consapevoli e non di ognuno di noi. Per quanto mi riguarda poi, la scelta di pescare a mosca, una tecnica selettiva che permette la reimmissione del pesce in acqua praticamente senza danni letali, è stata un punto di arrivo fra l’esigenza di continuare ad esercitare la pesca e i sopraggiunti convincimenti ambientalisti. Lo ritengo un buon compromesso, niente di più.
Sono consapevole che un animalista avrebbe molte obiezioni giuste da fare: con la pesca viene comunque inflitta una sofferenza al pesce anche se nella stragrande maggioranza dei casi questa non si rivela mortale; è comunque un esercizio di violenza gratuito verso gli animali, dato che da tempo non si va più a pesca per mangiare, ma solo per sport. Sono obiezioni non facilmente aggirabili che personalmente , lo ripeto, risolvo con un buona mediazione. Cosa si può dire a parziale discolpa? I pesci, a differenza dei mammiferi, non hanno un sistema nervoso tanto sofisticato per cui è presumibile che anche la soglia del dolore abbia caratteristiche assai differenti dalle nostre. Inoltre il mio approccio all’ambiente è di tipo ecologista e non religioso.