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Mediterraneo

La
pesca a mosca in mare, ovvero il salwater flyfishing, come
comunemente viene definita con l'ormai inveterata abitudine
di utilizzare termini anglosassoni, è considerata appannaggio
esclusivo delle flats caraibiche e relative lagune per la
cattura di bonefish, permit, snooks e tarpons.
Testo
e foto di Antonio
Pozzolini
| Leccia
Lichia amia. Una delle prede di maggiori
dimensioni agganciabili con la canna da mosca. Le
zone di foce e le bocche di porto offrono ottime
possibilità di incontrare soggetti spesso anche
di grosse dimensioni. |
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Mete
come Cuba, Messico, Venezuela e Bahamas restano un sogno spesso
irrealizzato ed irrealizzabile per il codatopista nostrano
privo di pingui conti in banca. Purtroppo per la maggioranza
dell'italico popolo, mare significa quasi sempre, spiaggia
modello sahara, ombrellone, sdraio a contatto di gomito con
il vicino di spiaggia e corpi olezzanti di crema solare.
Il massimo della vita è rappresentato dall'escursione in pedalò
od in moscone per poter fare il bagno lontano dal brodo di
carne umana.
Di pescare non se ne parla nemmeno e men che meno di pescare
a mosca. Invece anche nel Mediterraneo ossia nel "mare nostrum"
esistono ottime possibilità di pesca con gli artificiali e
la pesca a mosca incomincia ad annoverare diversi appassionati.
Si tratta di pionieri che cercano di sperimentare, spesso
sulla propria pelle, delle tecniche che siano in grado di
garantire un minimo di catture.
Per quanto riguarda la pesca da riva la situazione permane
obbiettivamente molto difficile.
Impedimenti
burocratici, sovraffollamento di bagnanti ed ogni sorta di
disturbo rendono questa attività quantomeno aleatoria salvo
che non si riescano a rintracciare situazioni particolari
quali zone di foce o lagune ma anche in questi Hot Spot dovremo
fare i conti con i pescatori di surf casting che intasano
l'acqua con centinaia di metri di filo impedendoci di fatto
di pescare.
Molto maggiori sono le possibilità offerteci dalla pesca da
natante.
In questo caso possiamo recarci nelle zone dove i predatori
sono in attività di superficie, i "pesci foraggio" saltano
terrorizzati cercando di sfuggire agli attacchi ed i gabbiani
si tuffano in continuazione.
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ASPETTANDO
LA MANGIANZA
I
pesci sono in frenesia alimentare
ed uno streamer delle fattezze e delle dimensioni delle prede,
animato sapientemente, verrà quasi sicuramente attaccato con
violenza.
Le specie più comuni nella pesca sottocosta sono: sgombri,
lanzardi, sugharelli ed occhiate anche se non mancano lecce,
lecce stella, ricciole, palamite, tonnetti e soprattutto pesci
serra che nel Tirreno costituiscono unitamente alla lampuga
le prede più ambite dai codatopista.
Questa specie predatrice è in costante espansione probabilmente
a causa della tropicalizzazione del clima e gli esemplari
minori vengono catturati abbastanza frequentemente anche da
riva.
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