Il Nera è un fiume “storico” per i pescatori a mosca, di quelli che pur avendo mantenuto la purezza delle acque avevano però subito l”ingiurie del tempo”, sotto forma di un’assenza di gestione e quindi conseguente carenza e rarefazione di bei pesci che una volta ospitava.

Testo e foto di Alvaro Masseini

ra da alcuni anni, dal 1994 per l’esattezza, all’interno di un progetto di valorizzazione del Parco dei Monti Sibillini, ha avuto inizio per un buon cinque chilometri a partire da località Eremita fino al ponte di Borgo Cerreto, un tratto “no kill”, riservato alle esche artificiali e in buona misura solo alla mosca. La gestione è da parte della Cooperativa Monte Patino con il patrocinio della Lega per L’Ambiente.
La Val Nerina per molto tempo ha mantenuto il suo carattere di valle appenninica interna non facilmente accessibile, se non dopo aver superato valichi sui mille metri. Ubicata nella mistica Umbria, la valle non ha né attività produttive di tipo industriale, né attività agricole inquinanti. Boscosa, scoscesa con prati pascoli per una pastorizia che ancora vi resiste, offre da sempre il miglior posto nell’Italia centrale per il tartufo che abbinato alla trota alla piastra ne fa un piatto ineguagliabile.
Oggi, in autostrada, superato Perugia e Foligno si accede facilmente alla Valnerina

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tramite un tunnel che porta in pochi minuti sulla statale che costeggia interamente il fiume. Ciò ovviamente non è solo un pregio, la strada rivierasca è diventata, a seguito proprio del tunnel, un'arteria di grande conmunicazione molto frequentata da camion che la percorrono a grande velocità e non senza pericolo e rischi per la popolazione locale. Il fiume rimane bello, con buona vegetazione ripariale, stuoli di libellule azzurro metallo, con buona portata d’acqua anche in estate, e ricco di pesce... di immissione.